Scu: arrestato Gennaro Solito. I dettagli dell’operazione Calipso

Arrivava dalla Thailandia Gennaro Solito, 56 anni, ritenuto dagli investigatori uno dei nuovi esponenti di vertice della Sacra corona unita. I carabinieri lo hanno arrestato all’aeroporto di Malpensa, appena sceso dall’aereo. È l’ultimo degli arresti dell’operazione Calipso che ieri ha inferto un duro colpo alla ricostituita struttura di vertice della Sacra corona unita fondata da


Arrivava dalla Thailandia Gennaro Solito, 56 anni, ritenuto dagli investigatori uno dei nuovi esponenti di vertice della Sacra corona unita. I carabinieri lo hanno arrestato all’aeroporto di Malpensa, appena sceso dall’aereo.

È l’ultimo degli arresti dell’operazione Calipso che ieri ha inferto un duro colpo alla ricostituita struttura di vertice della Sacra corona unita fondata da Pino Rogoli al quale gli arrestati – secondo gli inquirenti – continuavano a far riferimento.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Distrettuale Antimafia – nei confronti del presunto boss di Ceglie Messapica (Brindisi) è stata eseguita dai carabinieri del Ros, della Compagnia di Gallarate e della Stazione di Milano Malpensa.

Solito è indagato per associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.

Dei retroscena dell’operazione Calipso, dei nuovi presunti capi dell’organizzazione e dei soggetti ancora latitanti si legge su Mesagne Sera:

Nel mirino della giustizia sono caduti una serie di personaggi, tutti già ben noti alle Forze dell’Ordine, e facenti capo al gruppo della Nuova Sacra Corona Unita di Mesagne. Le indagini sono state condotte nel campo dello spaccio di sostanze stupefacenti e delle estorsioni. Su Mesagne sono state emesse ordinanza di custodia cautelare in carcere per Ercole Penna 36 anni, Daniele Vicientino 37 anni, Giovanni Vicientino 38 anni, Maurizio Vicientino 34 anni, entrambi cugini del capo Daniele, Angelo Cavallo 38 anni, Tobia Parisi e Tiziano Maggio 33 anni.

(…) Dovranno rispondere di traffico internazionale di droga e di estorsione effettuata sia in provincia di Brindisi che in campo nazionale. (…) Tutto è stato intercettato, trascritto, verificato, filmato. Tra l’altro anche una riunione degli aderenti al clan a Mesagne dove tutti arrivavano in moto per poi scomparire in un garage. (…) Daniele Vicientino, considerato il nuovo capo, è latitante. A lui era sufficiente farsi vedere per mettere paura ad avversari e vittime delle estorsioni. Con Daniele un altro mesagnese, Ercole Penna, detto Linu lu Biondu, uomo considerato vicino ad Antonio Vitale, il Marocchino che dovrebbe concludere la pena nel 2013. Il clan è considerato il più fedele al fondatore della Sacra Corona Unita, Pino Rogoli. E’ stato arrestato in Albania l’ostunese Albino Prudentino, 59 anni, Nicola Nigro di 36 anni a Ceglie Messapica, Bruno Bembi di 48 anni a Oria.

A dare una svolta alle indagini quando i carabinieri sono riusciti a piazzare una microspia proprio in casa di Daniele Vicientino, esperto tra l’altro ad utilizzare i telefoni cellulari senza essere intercettati La filosofia imposta da Daniele era quella di mostrasi sempre uniti di fronte a tutti; ognuno doveva essere responsabile solo della propria zona di competenza e divieto assoluto di andare fuori dai propri confini per evitare guerre intestine. All’esterno mostrarsi decisi per utilizzare la paura quale strumento per allontanare le vittime dallo Stato. In poche parole la strategia del terrore perché le vittime andassero o da lui e da Penna per chiedere protezione. Bembi era il capozona di Oria, Prudentino di Ostuni, Nigro e Solito di Ceglie Messapica. Tutti però con l’obbligo di dare il cosiddetto “punto” a Vicientino.

Oltre a Vicientino è ancora latitante Tobia Parisi. Dal Quotidiano di Puglia l’organigramma del gruppo criminale così come è stato ricostruito dagli investigatori:

Secondo gli investigatori, a capo dell’organizzazione c’erano Penna e Daniele Vicientino. Prudentino (arrestato in Albania, in attesa di essere estradato), Bembi, Solito e Nigro erano i referenti per il territorio di Ostuni, l’Albania, Oria e Ceglie, mentre Giovanni e Maurizio Vicientino, Cavallo e Parisi rappresentavano il braccio operativo dell’organizzazione nei paesi di Mesagne, San Donaci e Latiano.

L’operazione Calipso prende le mosse nel 2007, con le prime indagini sul clan Vitale. Attività centrale dell’organizzazione era il traffico di cocaina: gli arrestati utilizzavano, per gli approvvigionamenti, due canali autonomi in Piemonete e in Calabria. La droga veniva poi distribuita in Puglia ed Emilia Romagna. Molto importante per gli introiti del gruppo anche l’attività delle scommesse on-line e delle sale da gioco, con l’imposizione di forniture di slot machine e videopoker da parte di Prudentino. L’ostunese, peraltro, stava per inaugurare un casinò proprio a Valona, dove attualmente si trovava. A margine di queste attività, l’organizzazione metteva in atto delle estorsioni vere e proprie ai danni di attività commerciali della zona.

Via | Quotidiano Di Puglia

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