‘Ndrangheta, operazione contro cosca Tegano: 5 fermati tra cui Michele Crudo

Cinque provvedimenti di fermo emessi dalla Dda contro altrettanti presunti affiliati alla cosca Tegano di Reggio Calabria sono stati eseguiti questa mattina in un’operazione condotta dalla Squadra mobile della polizia e dallo Sco. In manette – con l’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso – sarebbero finiti elementi di spicco della cosca che il

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Cinque provvedimenti di fermo emessi dalla Dda contro altrettanti presunti affiliati alla cosca Tegano di Reggio Calabria sono stati eseguiti questa mattina in un’operazione condotta dalla Squadra mobile della polizia e dallo Sco.

In manette – con l’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso – sarebbero finiti elementi di spicco della cosca che il 26 aprile scorso ha subito un duro colpo con l’arresto, dopo 23 anni di latitanza, di Giovanni Tegano, considerato uno dei boss di maggiore rilievo della ‘ndrangheta.

I fermati sono accusati di avere attuato una serie di estorsioni ai danni di alcuni imprenditori, tutti non calabresi, impegnati in rilevanti attività economiche a Reggio. Tra loro, scrive il Quotidiano della Calabria, c’è anche il genero di Giovanni Tegano, Michele Crudo, di 33 anni.

Secondo gli investigatori Crudo sarebbe l’attuale reggente della cosca. In questo articolo d’archivio di Repubblica si legge dell’arresto nel 2004 di Pasquale Tegano, fratello di Giovanni:

I carabinieri hanno arrestato a Reggio Calabria Pasquale Tegano, di 49 anni, ricercato dal 1994 e considerato uno dei 30 latitanti più pericolosi. Tegano è indicato come il capo dell’ omonima cosca della ‘ndrangheta alleata dei De Stefano, è accusato di omicidio, associazione mafiosa ed estorsione.

(…) Tegano, 49 anni, latitante da 10, era considerato uno dei garanti della ‘pax mafiosa’ che regna da molti anni in città. Sarebbe stato lui uno dei firmatari dell’accordo che alla fine degli anni ’80 portò alla conclusione della ‘guerra di mafia’ esplosa nel 1985 dopo l’uccisione del boss Paolo De Stefano, assassinato ad Archi di Reggio Calabria insieme con un suo guardaspalle. Quella guerra provocò centinaia di morti.

L’ accordo che portò alla ‘pax mafiosa’ fu stipulato dalle cosche Tegano, De Stefano, Libri e Latella da una parte e Imerti, Serraino, Condello e Rosmini dall’altra. Il ruolo di Pasquale Tegano all’interno dell’organizzazione criminale sarebbe stato superiore a quello degli stessi discendenti diretti di Paolo De Stefano, considerato il ‘boss dei boss’ della ‘ndrangheta reggina. Il nome di Tegano compare in tutte le inchieste condotte negli ultimi 20 anni dalla procura distrettuale di Reggio Calabria sulla criminalità.

Via | Il Quotidiano della Calabria

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