Faida del Gargano: in manette il boss Franco Li Bergolis

E’ finita, dopo due anni, la latitanza del 32enne Franco Li Bergolis, boss della mafia garganica inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia.Nel 2008 era stato scarcerato per scadenza dei termini di custodia cautelare nel maxi-processo alla mafia garganica e da quel momento si era reso irreperibile.Durante la sua latitanza è arrivata la condanna:


E’ finita, dopo due anni, la latitanza del 32enne Franco Li Bergolis, boss della mafia garganica inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia.

Nel 2008 era stato scarcerato per scadenza dei termini di custodia cautelare nel maxi-processo alla mafia garganica e da quel momento si era reso irreperibile.

Durante la sua latitanza è arrivata la condanna: ergastolo nel processo di primo grado che si è concluso il 7 marzo del 2009. Sentenza confermata anche nel processo d’appello, conclusosi il 15 luglio scorso a Bari.

Li Bergolis, come riporta La Gazzetta Del Mezzogiorno,

è considerato ormai al vertice della mafia garganica, a maggior ragione dopo gli ultimi cruenti agguati che nel giro di poco più di un anno hanno eliminato un paio dei capi storici dei clan garganici e dopo che il 30 agosto scorso è morto l’ultimo capoclan dei Romito, un tempo strettamente alleati dei Li Bergolis e da qualche anno in guerra con loro.

Lui si è dichiarato innocente e l’ha ribadito, nel luglio scorso, in una lettera scritta a mano indirizzata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al ministro dell’interno, Roberto Maroni:

Sono innocente. Mi perseguitano. Chiedo un processo giusto, chiedo aiuto come cittadino italiano al presidente Napolitano, al ministro Maroni affinchè guardino attentamente al mio processo che sto svolgendo in corte d’assise d’appello di Bari, che soprattutto venga svolto correttamente perchè fino ad oggi, e sono più di sei anni, è stato svolto come un libero convincimento e senza guardare se ci sono prove a mio carico.

Quanto alla faida del Gargano, ecco cosa scrivevamo nel giugno del 2008:

La Faida del Gargano, che ha come protagoniste due famiglie di Monte Sant’Angelo, i Primosa e gli Alfieri, ha prodotto nel corso di una trentina d’anni, 35 omicidi. Il tutto in un paese di 16mila anime. […] La faida tra le famiglie inizia trent’anni fa: viene ucciso Lorenzo Ricucci, a causa di un litigio per un appezzamento di terreno. Ricucci, vicino alla famiglia Primosa, è il primo morto: ne seguiranno altre decine, in quella che venne chiamata anche la faida dei pastori.