Jonah Lomu, il grande campione morto povero

Nonostante la fama, l’ex All Blacks era in una situazione finanziaria difficile. L’associazione giocatori crea un fondo per aiutare i figli.

Era il rugbista più famoso al mondo, è stato uno dei più grandi di tutti i tempi e il suo nome era conosciuto ben al di là di Ovalia, ma Jonah Lomu è morto povero, o quasi. A raccontarlo è Rob Nichol, presidente dell’associazione giocatori neozelandesi, annunciando la creazione di un fondo per aiutare economicamente i due figli di Lomu, Dhyreille, 6, e Brayley, 5.

“Jonah è sempre stato molto generoso, anche troppo. Ha sempre pensato che il suo dovere fosse aiutare gli altri ed era troppo orgoglioso per chiedere lui stesso aiuto – racconta Nichol –. Molti pensavano che la fama gli avesse portato ricchezza, ma tra la malattia e le cure questo non è stato così. Lo sapevamo da un po’, ma era troppo orgoglioso per chiedere aiuto”.

Insomma, probabilmente in passato qualcuno potrebbe aver mal consigliato Jonah Lomu, anche se Nichol preferisce non sbilanciarsi. Quel che è certo, come dice in un’intervista, è che “Jonah era ottimista di natura ed era certo di riuscire a risolvere i problemi economici. Ma la morte gli ha rovinato i piani. Quel che è certo, però, è che voleva garantire un futuro sereno ai suoi figli”.

Ed è per questo che la NZ Rugby Players Association ha creato il Jonah Lomu Legacy Trust, un fondo indipendente per l’educazione e la crescita dei piccoli Dhyreille e Brayley. Un fondo slegato, dunque, dalla famiglia di Lomu e che non comprende tra i beneficiari la terza moglie, e madre dei figli, Nadene, la quale potrà avere accesso ai fondi solo per l’educazione e la crescita dei bambini.

“Quello che nessuno deve dimenticare è che grande giocatore sia stato Jonah Lomu, quanto abbia dato al rugby, quanto lo abbia reso globale e quanto tutti noi gli dobbiamo – ha concluso Nichol, che torna sulla presunta ricchezza dell’ex ala All Blacks –. Vederlo come una superstar mondiale ha fatto immaginare che le sponsorizzazioni del passato fossero rimaste tali, mentre probabilmente le cifre erano ben meno sostanziali. Ma era troppo orgoglioso per dirlo e fino alla fine ha voluto far credere che potesse pensare alla sua famiglia e aiutare la comunità come in passato, senza aiuti”.