Italrugby: Parisse “Altri quattro anni in azzurro. E il nuovo ct…”

Sulla Gazzetta dello Sport parla il capitano azzurro. Ma c’è un nuovo ‘scontro’ con Gavazzi.

Quattro anni in azzurro e una scelta condivisa, quella del nuovo ct. Sulle pagine della Gazzetta dello Sport vengono riportate le parole di Sergio Parisse a L’Equipe e il capitano, finalmente, mette la parola fine sulla telenovela che riguarda il suo futuro con l’Italrugby. Ma affronta anche il tema del post-Brunel, anche se qui c’è uno scontro a distanza con Gavazzi.

“Non potrò giocare 80 minuti tutte le partite con lo Stade Français e con l’Italia, non ho già 20 anni. Ma di ciò ho parlato con il club e con il nuovo staff italiano. Tutto è impostato per giocare altri quattro anni al livello più alto – dice Parisse, che dunque ha parlato con il nuovo ct –. Ho già parlato con lui”.

Parole che, però, vengono smentite dal presidente Gavazzi. “Che sappia chi sarà il nuovo allenatore e che ci abbia già parlato lo dice lui” dice il numero 1 federale. Parole che lasciano perplessi, visto che, da un lato, è ovvio che sia Parisse a dire con chi ha parlato, dall’altro appare difficile immaginare il capitano e l’allenatore parlare assieme senza certezze sul futuro di quest’ultimo. Gavazzi, invece, ribadisce “Quello che io so è che finora io non ho firmato contratti, e che in queste vicende contano i fatti, noie gli eventuali accordi verbali. Il prossimo incaricato avrà un contratto di quattro anni, da dopo il Sei Nazioni 2016 a dopo il Sei Nazioni 2020, con possibilità di rescindere da ambo le parti”. Appunto, un accordo con già postille (rescissione) e date. Quindi manca solo la firma. Forse.

Sulla Gazzetta si va oltre e si racconta di come la scelta di Conor O’Shea sia stata presa da Gavazzi con il placet proprio di Parisse, che – dunque – è intervenuto sulla scelta tecnica del nuovo allenatore (che vivrà a Sirmione, sul Lago di Garda). Una gestione ‘innovativa’, ma che conferma la centralità di Parisse all’interno dell’Italrugby, del suo peso – anche decisionale -, ma anche di come la scelta del nuovo tecnico fosse fondamentale per la scelta di Parisse di restare in azzurro.

La questione Parisse, insomma, è un unicum particolare. La sua presenza in azzurro è stata reputata fondamentale dalla Fir, che ha deciso di dargli un ruolo nella scelta tecnica, ma anche ripensando la gestione dei diritti d’immagine del capitano per permettergli di accettare un contratto meno ricco a Parigi, avendo in cambio la certezza che lo Stade lo lasci libero di vestire l’azzurro. Il futuro di Sergio con l’Italrugby, però, sarà legato anche a due altre variabili: da un lato capire se, tra due anni, sarà ancora fisicamente integro per arrivare a Giappone 2019, dall’altro la richiesta di arrivare ai prossimi Mondiali con una squadra competitiva. Per questo, però, la Fir dovrà cambiare tanto, anzi, tantissimo. Perché la politica federale a oggi non ha portato i risultati sperati. Dai tifosi, ma anche da Parisse.

AGGIORNAMENTO: Parisse, su Facebook, ha smentito le parole attribuitegli dal giornalista francese. Ecco la sua smentita su Facebook.