Livorno, omicidio Ilaria Leone. Il presunto killer: “Mi hanno incastrato, sono innocente”

Ablaye Ndoye, il cittadino senegalese arrestato in relazione all’omicidio di Ilaria Leone non ha fatto alcuna ammissione. Anzi, ha respinto ogni addebito e sostenuto di esser stato incastrato: domani la convalida del fermo.

L’autopsia eseguita sul corpo della giovane Ilaria Leone ha confermato quanto emerso fin dai primi istanti: la 19enne trovata morta giovedì mattina in un oliveto a Castagneto Carducci, è stata picchiata a lungo in un luogo diverso da quello del ritrovamenti, poi è stata trascinata in quell’oliveto quando era ancora viva.

La morte è sopraggiunta poco dopo. Niente strangolamento: Ilaria sarebbe deceduta a causa di una massiva broncoaspirazione di sangue, soffocata dal suo stesso sangue dopo aver subito anche un tentativo di violenza sessuale. Quest’ultimo particolare sarà confermato o smentito dagli esami più approfonditi affidati ai Ris di Parma.

Il presunto responsabile di tanta brutalità, il senegalese di 34 anni Ablaye Ndoye, respinge ogni addebito e sostiene di essere stato incastrato:

E’ vero, la conoscevo ed avevo fumato con lei qualche spinello. Non l’ho uccisa io, mi hanno incastrato. E’ un complotto.

Ad incastrarlo, oltre alle testimonianze di amici e connazionali, c’è il telefono cellulare della vittima, ritrovato dagli inquirenti nello zainetto che l’uomo aveva con sé al momento dell’arresto. Lui è attualmente rinchiuso nel carcere di Livorno con l’accusa di omicidio e tentata violenza sessuale. La convalida dell’arresto dovrebbe tenersi domani mattina.

Le indagini, intanto, proseguono.

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