Sannicandro di Bari, strage in famiglia: ancora molti punti oscuri

Proseguono senza sosta le indagini sulla strage di Sannicandro di Bari: triplice omicidio e suicidio o rapina finita in tragedia?

E’ giallo a Sannicandro di Bari. Le indagini sulla strage compiuta nella villetta della famiglia Piccolo proseguono senza sosta e ad oggi i punti oscuri sono ancora molti. Resta valida la prima ipotesi, ma alcuni particolari non permettono di escludere altre piste.

Il farmacista Michele Piccolo, secondo la prima ricostruzione, ha ucciso la moglie Maria Chimenti, vicesindaco proprio a Sannicandro, e sua figlia Letizia intorno alle 15.30 di venerdì. Poi ha atteso che il figlio Claudio, 24 anni, rientrasse a casa ed ha colpito anche lui con la stessa pistola, provocandone la morte diverse ore dopo, quando era già ricoverato in gravissime condizioni in ospedale.

Erano circa le 21. Piccolo sarebbe rimasto in attesa del figlio per quasi sei ore. A quel punto, dopo aver ucciso anche il primogenito, si è ucciso assumendo un potente veleno e gettandosi nella piscina della villetta di famiglia. Non prima, però, di essere uscito di casa per incontrare un cliente della farmacia, Francesco Perniola:

Non l’ho mai visto nervoso, la mattina ci eravamo visti al bar e gli avevo chiesto di portarmi dei prodotti dalla farmacia. La sera mentre io rientravo in paese ci siamo incontrati per strada, anche lui era in macchina e andava verso casa. Non siamo nemmeno scesi dalla macchina mi ha dato la busta con i medicinali, ci siamo salutati ed è andato via.

E questo è il primo punto oscuro. Di fronte a questa ricostruzione è impossibile parlare di raptus omicida, sembra più credibile l’ipotesi di un folle gesto compiuto con una certa lucidità: cosa è accaduto tra l’omicidio della moglie e della figlia e quello del figlio? Perché, dopo aver presumibilmente ucciso tre persone e pianificato il suo suicidio il farmacista è uscito per incontrare in cliente?

Ma i dubbi non finiscono qui. Manca all’appello l’arma del delitto, la pistola che il farmacista deteneva regolarmente. Stando ai primi rilievi i familiari dell’uomo sarebbero stati uccisi proprio con quella pistola – saranno gli accertamenti a confermarlo. Perché disfarsi dell’arma se l’intenzione era quella di togliersi la vita? Perché avvelenarsi e lanciarsi nella piscina quando avrebbe potuto usare la pistola?

Da chiarire anche il mistero dei soldi scomparsi, circa mille euro di incasso della farmacia ritirati nel pomeriggio dal figlio Claudio. Il giovane li aveva con sé quando rientrò a casa, ma al momento dell’arrivo dei soccorsi quelle banconote erano scomparse. Che fine hanno fatto quei soldi?

Gli inquirenti sono al lavoro per fare chiarezza sulla vicenda e al momento hanno aperto un fascicolo per omicidio volontario plurimo a carico di ignoti. Le autopsie, affidate ai medici legali Vito Romano e Giancarlo Divella, saranno eseguite tra domani e dopodomani, mentre si attende la decisione dei familiari a proposito della situazione di Claudio Piccolo: il giovane è clinicamente morto e i suoi parenti stanno valutando in queste ore se procedere con l’espianto degli organi.

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