Omicidio Bartolomeo D’ambrosio Altamura: fermati Michele Loiudice e Francesco Palmieri

I carabinieri li hanno prelevati in un bed and breakfast della provincia di Lecce. Sono i due giovani accusati di essere coinvolti nell’ omicidio del presunto boss di Altamura Bartolomeo D’ambrosio. Si tratta di Michele Loiudice, 25 anni, e Francesco Palmieri, 22 anni, entrambi pregiudicati ed entrambi di Altamura (Bari). Secondo gli investigatori i due,

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I carabinieri li hanno prelevati in un bed and breakfast della provincia di Lecce. Sono i due giovani accusati di essere coinvolti nell’ omicidio del presunto boss di Altamura Bartolomeo D’ambrosio. Si tratta di Michele Loiudice, 25 anni, e Francesco Palmieri, 22 anni, entrambi pregiudicati ed entrambi di Altamura (Bari).

Secondo gli investigatori i due, sentendosi forse braccati, erano in procinto di fuggire all’estero. Domani davanti al gip del tribunale di Bari si terrà l’udienza di convalida per i fermati che, per gli inquirenti, avrebbero fatto parte del commando che il 6 settembre scorso ad Altamura uccise Bartolomeo D’ambrosio.

La Procura barese chiederà al giudice di emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio volontario aggravato e detenzione e porto abusivo di armi da fuoco.

Il procuratore di Bari Antonio Laudati ha così commentato la svolta nelle indagini:

A distanza di due settimane siamo riusciti a dare una prima risposta a uno degli omicidi di stampo mafioso che ho definito più volte fra i più pericolosi e strategici avvenuti negli ultimi anni in provincia di Bari. Una pronta risposta che vuole rassicurare soprattutto i cittadini di Altamura sulla presenza dello Stato nel proprio territorio. Un messaggio alla criminalità organizzata, verso la quale questa è solo la prima offensiva». Nella nota Laudati ringrazia inoltre il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano «per la continua attenzione mostrata per l’emergenza criminalità organizzata nel nostro distretto»

Droga, estorsioni e usura, le attività prevalenti della criminalità organizzata di Altamura, secondo quanto scritto in una relazione del 2008 della Dia. Uno dei giovani sottoposti a fermo di polizia giudiziaria, Michele Loiudice, è il “figlio – scrive la Gazzetta del Mezzogiorno – di Giovanni, boss caduto in disgrazia dopo l’operazione Carlo Magno che decimò le fila della malavita murgiana.” Di quell’operazione e dei successivi sviluppi si legge su BariSera:

Un retaggio mafioso ben radicato nella realtà di Altamura, emerso fin dal 1996 con l’operazione Carlo Magno, in cui fu arrestato Carlo Alberto Leone, uomo d’onore del clan siciliano di Nitto Santapaola, e con l’operazione del 2009 Domino in cui, tra le altre cose, fu accertata una penetrazione mafiosa ad Altamura del clan Stramaglia-Parisi. Un dato, relativo a quest’ultima operazione, emerso in un’intercettazione ambientale del 2006 su Michelangelo Stramaglia, a pranzo alla sala ricevimenti ‘Il Gattopardo’, in cui parla della “nostra batteria di Altamura”.

(…) Tredici anni dopo l’operazione Carlo Magno, il pm Elisabetta Pugliese ‘strozza’ il clan Stramaglia-Parisi. Nell’indagine emerge almeno un incontro nella sala ‘Il Gattopardo’ di Altamura per un pranzo, nel quale Stramaglia parla di una presunta “batteria” presente nella città di Altamura. Di Bartolo Dambrosio la Dia scrive nella relazione del secondo semestre 2009, che “è stato affiliato dal clan Di Cosola”. Prima di Bartolo Dambrosio, la città Murgiana, sarebbe stata controllata da un altro presunto boss, Giovanni Loiudice, sfuggito ad un omicidio il primo marzo 2003.

Via | La Gazzetta del Mezzogiorno

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