Ciclismo, Renato Di Rocco presidente Federciclismo fino al 2016

Renato Di Rocco è presidente della Federciclismo per la terza volta.

Renato Di Rocco guiderà la Federciclismo fino al prossimo 2016. Di Rocco ricoprirà questo ruolo per la terza volta nella sua carriera. Il presidente uscente, infatti, è stato eletto durante l’assemblea di Levico Terme, grazie ai 144 voti ricevuti al primo scrutinio.

Con questo numero di voti ottenuti, Di Rocco è riuscito a superare il quorum richiesta per l’elezione ossia 142 voti su 257. Gli altri candidati alla presidenza hanno ottenuto i seguenti voti: 41 per Davide D’Alto, 39 voti per Rocco Marchigiano, 18 per Claudio Santi, 6 voti per Gianni Sommariva e 2 per Salvatore Bianco. Le schede bianche sono state cinque mentre quelle nulle sono state due.

Queste sono state le dichiarazioni, riportate da La Gazzetta dello Sport, di Di Rocco subito dopo l’elezione:

Sinceramente mi aspettavo un consenso ancora più ampio, ma negli ultimi mesi la mia federazione aveva preso posizioni importanti quanto impopolari. Credo che la base abbia comunque capito che siamo sulla strada giusta. Il ciclismo italiano ha riconquistato credibilità e c’è ancora tanto lavoro da fare.

Per quanto riguarda, invece, la carica di vicepresidenti, Daniela Isetti, con i suoi 112 voti, Giovanni Duci, che ha ottenuto 100 voti, e Michele Gamba, grazie ad 84 voti, sono stati i candidati eletti. Da sottolineare il fatto che la Isetti è la prima donna nella storia della Federciclismo a ricoprire tale ruolo.

Tornando a Di Rocco, il neo-presidente della Federciclismo ha espresso il suo parere anche per quanto riguarda la presidenza del Coni. Di Rocco ha appoggiato ufficialmente la candidatura di Lello Pagnozzi e ha anche annunciato i suoi prossimi impegni nella federazione:

Per la presidenza del Coni penso a Lello Pagnozzi. E spero che il ciclismo debba avere ancora il posto che gli compete nella giunta. Per i prossimi quattro anni il mio impegno andrà soprattutto a sostegno delle società. Attraversiamo un momento di crisi e la federazione dovrà fare il possibile per dare una mano all’attività di base. Porteremo avanti anche i progetti di velodromi a Treviso e Milano-Assago per recuperare il gap della pista. Quanto al professionismo sono fiducioso per la qualità dei nostri atleti e dei nostri dirigenti.