Livorno, omicidio Ilaria Leone: Ablaye Ndoye aveva con sé il cellulare della vittima

Ablaye Ndoye, il cittadino senegalese arrestato in relazione all’omicidio di Ilaria Leone non ha fatto alcuna ammissione. Ad incastrarlo è stato il telefono cellulare della vittima ritrovato in suo possesso.

Si chiama Ablaye Ndoye il cittadino senegalese di 33 anni fermato ieri dai carabinieri di Donoratico con l’accusa di essere l’autore materiale dell’omicidio di Ilaria Leone, la giovane trovata morta giovedì mattina in un oliveto a Castagneto Carducci, in provincia di Livorno.

L’uomo, fanno sapere gli inquirenti, non ha fatto alcuna ammissione, ma su di lui ci sono pesanti indizi di colpevolezza, a cominciare dal telefono cellulare della vittima trovato in suo possesso. Il telefonino, infatti, era nascosto nella zainetto che Ndoye portava con sé al momento dell’arresto, quando è stato sorpreso dagli agenti nel cortile di una villetta di Castagneto Carducci.

Sembra che Ndoye e la giovane vittima si conoscessero. Il 33enne, conosciuto alle forze dell’ordine e con tre diversi decreti di espulsione alle spalle, era un noto spacciatore della zona e la vittima, consumatrice saltuaria di hashish sembra fosse solita rifornirsi da lui. Cosa abbia scatenato la furia omicida è ancora da accertare.

L’autopsia sul corpo della giovane è in programma per oggi. Oltre a stabilire con esattezza le cause del decesso – con tutta probabilità lo strangolamento emerso fin dai primi istanti – e chiarire se prima dell’omicidio ci sia stato un tentativo di violenza sessuale.

Il giovane, conosciuto come persona violenta e con diversi precedenti per furto, lesioni e danneggiamenti, è rinchiuso nel carcere di Livorno a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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