Elezioni federali: San Donà e quel no all’opposizione

La società è una delle poche che in Veneto non ha appoggiato la proposta di una candidatura alternativa a Gavazzi. Ecco le loro ragioni.

Un fronte comune, il 94,8% che ha votato a favore, per un progetto alternativo all’attuale dirigenza Fir. E’ quello che ha preso forma a Rovigo nei giorni scorsi, con il Veneto unito per proporre un programma e un candidato alle prossime elezioni federali, facendo da locomotiva a una possibile opposizione ad Alfredo Gavazzi in tutta Italia. Un fronte comune, ma con qualche distinguo. Come quello del San Donà, che sulle pagine de “La Nuova di Venezia e Mestre” spiega il perché ha deciso di dire no.

“San Donà isolato e arroccato nel suo fortino in riva al Piave? Nossignori, direi piuttosto una società coerente con i propri obiettivi e con i propri principi, che finché sarò presidente ritengo semplicemente inderogabili – le parole del presidente Alberto Marusso, che continua –. Posso dirla davvero tutta? Un po’ mi ha ricordato certi temini delle elementari sulla fame nel mondo: pieni di enunciati romantici che, però, non dicono assolutamente nulla sul come risolverla. […] E poi, siamo così sicuri che il cosiddetto modello-Veneto sia davvero vincente? A San Donà crediamo proprio di no, che sia anzi pieno di falle”.

Poi Marusso ha voluto respingere anche i dubbi di molti sui perché di questo no, visto che arriva poco dopo l’annuncio che proprio San Donà è stato scelto dalla Fir come sede per un match del Sei Nazioni Under 20. “La verità è che ci siamo molto semplicemente candidati, ritenendola un’opportunità di crescita per tutto il nostro ambiente. Vorrei vedere quali erano le altre candidature venete…” ha chiuso Marusso. Che, però, in Veneto (almeno) è una voce isolata.