Napoli: falsi invalidi, 37 arresti

Pensioni di invalidità per handicap inesistenti, grazie all’aiuto di un funzionario dell’Ufficio invalidi civili di un municipio di Napoli. Sono i risultati di un’ indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica partenopea, in base alla quale 37 persone sono state arrestate dai carabinieri del Comando Provinciale di Napoli con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla

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Pensioni di invalidità per handicap inesistenti, grazie all’aiuto di un funzionario dell’Ufficio invalidi civili di un municipio di Napoli. Sono i risultati di un’ indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica partenopea, in base alla quale 37 persone sono state arrestate dai carabinieri del Comando Provinciale di Napoli con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato.

In manette anche il funzionario della Municipalità che dal 2007 realizzava falsi decreti di liquidazione di pensione. In particolare, come riporta Il Corriere del Mezzogiorno, i carabinieri hanno scoperto l’esistenza a Chiaia di falsi invalidi che percepivano indebitamente pensioni di invalidità.

Fino ad oggi l’attività investigativa volta a smascherare i falsi invalidi ha portato all’arresto di 121 persone. A Chiaia lo scandalo “finti pazzi” (si era parlato di 400 casi) era scoppiato tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010.

Tra gli arrestati per quel filone d’indagine anche un consigliere municipale e il direttore amministrativo della municipalità. Da Julie News dello scorso giugno:

“Se mi pento io, sono dolori per tutti”. Lo aveva già detto alcuni giorni fa, annunciando l’intenzione di mettere nero su bianco tutto il sistema che c’è dietro la maxitruffa dei falsi invalidi di Chiaia, del giro di denaro arrivato a fiumi con le pensioni di invalidità non dovute. Il sistema e le persone. (…) Ora Salvatore Alajo, il consigliere di municipalità che secondo l’accusa è la mente della truffa, ha chiesto di incontrare i pm e venerdì 18 giugno è stato ascoltato nel corso di un lungo interrogatorio.

Otto ore, in cui il consigliere ha fatto nomi, ha raccontato la genesi della truffa, di come si individuavano i beneficiari e di come si aggiravano tutti i controlli per far risultare invalido chi invece stava benissimo. Un intricato giro di certificati, di consulenze, di “magheggi” burocratici volti a far piovere denaro.

Ecco come raccontava la Repubblica Napoli la storia di uno dei falsi invalidi di Chiaia:

Un finto pazzo. Da tre anni prende una pensione che non gli spetta. «Sono uno di quelli che cercano». (…) «Io prendo la pensione come malato di nervi».

Sta bene, invece?
«No, avevo una forte depressione. Questa è la verità. Ho una vita piena di guai, ho una famiglia. Come faccio a stare bene?»

Ha avuto controlli medici negli ultimi tempi?
«Mai»

Come ha fatto ad avere la pensione di invalidità?
«Non lo so».

Non è mica un ambo al Lotto. La pensione non arriva per caso. Bisogna presentare certificati, domande, occorrono controlli, firme
«Ho presentato le carte dal Caf».

Si ricorda dove?
«Quello che sta dalle mie parti».

Il Centro assistenza fiscale di piazzetta Salazar è il più vicino a Pizzofalcone. Il primo pentito ufficiale dei “falsi pazzi” non scopre chi l´ha aiutato. Il Caf di Salvatore Alayo, in carcere dall´11 dicembre, considerato il regista della truffa sulle pensioni dei ciechi, con 59 arresti al Pallonetto di Santa Lucia il 5 dicembre. Accusato anche da alcuni degli arrestati. Ma il Caf è proprio quello. Ipotesi investigativa rilevante: per i finti ciechi e i finti pazzi c´è una sola regia. Ora è lui che domanda: «Io vorrei mettermi in regola. Chiarire i fatti. Come posso fare?» Si dà poi una risposta. «Sto per andare dall´avvocato». Dà anche il nome del penalista, sembra orientato a presentarsi ai carabinieri di Posillipo, il comandante Tommaso Fiorentino ha iniziato questa indagine che si estende sempre di più, ed è ora coordinata dalla sezione “reati contro la pubblica amministrazione” che era stata abolita, l´ha ripristinata il nuovo procuratore Giandomenico Lepore.

(…) Sembra molto preoccupato, e lo ammette. «Non dormo la notte da molto tempo con tutte le notizie che si sentono, dove abito io si parla solo di questo con tutte quelle donne agli arresti domiciliari». Da due mesi non ritira la pensione. «Io come altri non la ritiriamo da molto tempo». Qualcosa si è incagliato nei meccanismi burocratici. E questo lascia pensare a responsabilità diffuse. Chi riscuote la pensione per falsa invalidità, ora vuol chiarire. Ma anche chi la concede, avrà controllato meglio negli archivi. «Sono pronto a dire tutto. L´unica cosa che non posso fare è quello che tutti mi dicono di fare. Restituire i soldi che ho preso». Un gesto istintivo: mette la mano nella tasca del jeans. «E dove li prendo? Ho due figli. E nessuno è più disoccupato di me»

Via | Il Mattino