Accademie: Gavazzi risponde a Rugby 1823 e dà i suoi numeri

Con una lettera diretta al curatore di questo blog il presidente federale dà la sua versione della gestione delle Accademie.

Avevamo pubblicato pochi giorni fa un articolo (nato, va detto, da una domanda posta al presidente Gavazzi e che è stata abilmente elusa dallo stesso) in cui mostravamo i numeri dell’Accademia federale agli ultimi Mondiali. Ieri sera lo stesso numero 1 della Fir ha scritto una lettera indirizzata a questo blog, e al suo autore, in cui mette i puntini su alcune i.

Va detto che, come potrete leggere qui sotto, il presidente Gavazzi non smentisce i numeri forniti (anche perché li ho elaborati dai dati FIR, ndr.), ma semplicemente pone l’accento su altri numeri. Cosa, va detto, più che legittima, anche se il presidente Gavazzi preferisce sorvolare sui dati (sempre Fir, qui nessuno inventa o disinforma, ndr.) che vedono come dal 2006 a oggi in Pro 12 vi siano solo 17 elementi usciti dall’Accademia, mentre la maggior parte degli ex juniores federali vivacchia tra l’Eccellenza e addirittura la Serie A, a dimostrazione che in otto anni la coperta non si è certo allungata con l’avvento delle Accademie. Ecco, comunque, la lettera del presidente federale.

Egr. Sig. Fumero,

mi permetta alcune doverose considerazioni a seguito del suo articolo del 23 ottobre “Accademie i numeri di un fallimento”, nel quale venivano analizzati alcuni presunti indicatori di efficacia del lavoro delle Accademie federali.

E’ evidente che Lei non concorda con il lavoro della struttura federale, ma relativamente a quanto prodotto dalle Accademie desidero fornirle alcuni numeri legati all’ultima Rugby World Cup ed all’impatto che il percorso formativo federale ha avuto su di essa.

Come Lei sa, la prima Accademia è stata inaugurata nel settembre del 2006 a Tirrenia, presso il Centro CONI, con il coinvolgimento della leva del 1988. E’ interessante rilevare che – dei quarantadue convocati al primo raduno di preparazione alla Rugby World Cup tenutosi dal 21 giugno a Villabassa (considerati anche Parisse e Castrogiovanni) ventuno (50%) sono nati tra il 1988 ed il 1993, periodo compatibile con la partecipazione alle Accademie. Altri ventuno (50%) appartengono a leve precedenti all’istituzione delle Accademie.

Dei ventuno atleti nati tra il 1988 ed il 1993, quattordici (66.6%) hanno frequentato l’Accademia Nazionale FIR, tre (Chistolini, Allan, Vunisa) sono di formazione estera (14%) e quattro non hanno frequentato direttamente l’Accademia (Barbini, Palazzani, Bacchin, Ragusi).

Ai test match di preparazione ed agli incontri della Nazionale alla Rugby World Cup hanno preso parte complessivamente 36 giocatori, venti dei quali (55%) nati tra il 1988 ed il 1993, periodo compatibile con la partecipazione alle Accademie. Di questi 20, 14 (70%) hanno frequentato l’Accademia FIR, tre (Chistolini, Vunisa ed Allan) sono di formazione estera ed altrettanti (Bacchin, Palazzani e Canna) non hanno frequentato l’Accademia FIR.

Pertanto, solo il 15% degli atleti potenzialmente selezionabili per l’Accademia, tra quelli convocati alla Rugby World Cup 2015, non vi ha preso parte. I rimanenti sedici sono di classi precedenti l’istituzione delle Accademie.

Pur non considerando la partecipazione alla Squadra Nazionale l’unico metro di efficienza del lavoro delle Accademie, ritengo questo 70% una percentuale significativa, che merita la giusta valorizzazione, soprattutto in considerazione dei tempi relativamente brevi in cui è maturata.

Desidero, infine, sottolinearle che solo il 15% degli atleti aventi diritto non ha frequentato l’Accademia e che, in prospettiva Rugby World Cup 2019, la nostra proiezione circa la percentuale di atleti provenienti dal percorso delle Accademie – esclusi ovviamente gli atleti di leve anteriori al 1988 – salirà dal 70% al 90-95%.

Un cordiale saluto,

Alfredo Gavazzi