Perché Beppe Grillo non è andato a Sky. E le otto domande che gli avrebbero fatto

Dietro il cambio di programma ci sarebbe Casaleggio.

Troppo semplice pensare che Beppe Grillo abbia cancellato l’intervista a Sky perché memore all’improvviso di quella che è stata la sua posizione sulle televisioni negli ultimi anni. Ed è difficile anche credere che l’abbia fatto “perché sa che così vince”, come si mormora in rete. E’ senz’altro vero che la scelta del leader del Movimento 5 Stelle di snobbare talk show politici e compagnia faccia parte della sua strategia elettorale per mostrarsi “altro”, e che in molti apprezzano questa posizione, ma lo stesso non si capisce per quale motivo disdire all’ultimo l’appuntamento con Sky. Che per’altro è l’unica televisione che Grillo non ha mai attaccato direttamente.

E allora quali sono le ragioni? Paura? Grillo si è ricordato all’improvviso che alle domande bisogna rispondere e che qualcuna poteva essere imbarazzante? Pierluigi Bersani – dal comizio in Piazza Duomo a Milano – la vede così: “Grillo non va in tv perché là qualche domandina devono fartela. E lui avrebbe dovuto spiegare che a Bologna ha osato fare cenno a Berlinguer e poi a Roma stringere le mani a Casa Pound o il perché i figli di immigrati nati in Italia non devono essere italiani”. Ma secondo altri – tra cui La Stampa – dietro l’improvvisa marcia indietro di Grillo ci sarebbe, ancora una volta, il dioscuro del M5S: Gianroberto Casaleggio.

Certo è – dicono i ben informati – che il dietrofront di Grillo sia arrivato su suggerimento di Casaleggio. Il guru comunicativo infatti, non avrebbe mancato di sconsigliare al comico il ritorno in tv. Dopo il successo di ieri a Torino – è il ragionamento -, la Tv e le domande dei giornalisti, in qualche modo, avrebbero potuto rallentare la corsa del consenso.

E allora vediamo quali sono le domande che Skytg24 avrebbe fatto a Beppe Grillo, pubblicate da La Stampa:

– Come funziona il Movimento 5 Stelle? Chi prende veramente le decisioni sulle strategie?
– Se dovesse vincere le elezioni, chi sarà premier?
– La disoccupazione tra gli under 30 ha raggiunto il 36%. Cosa proponete in favore dei giovani?
– Volete abolire l’Imu e altre imposte. Dove pensa che troverà le risorse per farlo?
– Lei non è candidato. Cosa pensa che farà dopo le elezioni?
– “Fuori dalle palle chi ci contesta”. Siete ancora di quell’idea?
– Che risultato vi aspettate uscirà dalle urne?
– In Parlamento vi siederete a destra o a sinistra degli emicicli?

Niente di eccezionale, insomma. A parte l’ultima domanda che potrebbe mandare in crisi gli appartenenti a un movimento super-post-moderno che si trova a dover scegliere dove collocarsi in una roba all’antica come il Parlamento. Grillo spiega che piuttosto che stare in tv è meglio andare nelle piazze, ma allora non si capisce perché abbia avuto un momento, durato quattro giorni, in cui si era dimenticato di questa sua convinzione. O forse si è ricordato solo all’ultimo che nei comizi e nelle interviste “al volo” può dire quello che vuole, ma se un (bravo) giornalista t’incalza, sfuggire ai tuoi tanti punti deboli non è così facile.

Un mix di paura, spavalderia e arroganza. Intanto Enrico Mentana rivela che aveva contattato Grillo per fare lui l’intervista ma che il comico si era tirato indietro dopo qualche servizio non gradito sul M5S (che grande idea di democrazia), mentre il popolo del web si divide tra i delusi (“fare voltafaccia alla Berlusconi non ti fa guadagnare voti, te li fa perdere…) e entusiasti che vedono in questa mossa una scelta tattica geniale (“La tv non considera le persone delle piazze, è giusto che diamo attenzione alla gente. Grande Beppe, sei un esempio”).