Mondiali 2015: l’ingiusta giustizia sportiva

Ha fatto clamore la lieve squalifica a Sean O’Brien, ma tutta la Coppa del Mondo ha visto metri troppo diversi in campo e fuori.

Una settimana di squalifica per un pugno rifilato a un avversario senza apparente motivo. Nessun gesto di reazione, nessuna provocazione – almeno dalle immagini -, ma solo un gesto sconsiderato da parte di Sean O’Brien. Che, così, salterà il quarto di finale contro l’Argentina, ma in caso di vittoria dell’Irlanda potrà esserci in semifinale. Una pena troppo lieve secondo tutti gli osservatori, soprattutto se paragonata ad altre decisioni della giustizia sportiva durante il Mondiale. Ma quella di O’Brien non è l’unica decisione assurda.

L’elenco può iniziare da Alesana Tuilagi, che contro il Giappone stende un avversario con una ginocchiata. No, Tuilagi non stava difendendo e non era in una ruck, ma stava correndo palla in mano. E’ vero che il samoano ha un fisico imponente e una fedina penale (sportiva) non proprio da chierichetto, ma cinque giornate di squalifica sono state una follia. E, infatti, tornando sui suoi passi la World Rugby l’ha fermato per sole due settimane. Che sono sempre una in più rispetto a un pugno volontario.

Insieme a O’Brien, domenica, non sarà in campo neppure Marcelo Bosch. Anche il trequarti argentino è stato fermato per una settimana. Per cosa? Per un pericolosissimo spear tackle a un avversario che si era già liberato della palla e che è stato fatto cadere a terra con testa e collo. Un gesto sconsiderato e pericolosissimo, ben più del pugno idiota dell’irlandese e sicuramente più del colpo – più o meno fortuito – di Tuilagi. Eppure, anche Bosch in semifinale potrebbe esserci.

Un fallo simile, ma dai rischi minori, è quello fatto da Ross Ford e Jonny Gray, i due scozzesi fermati per tre settimane. Anche qui uno spear tackle, ma meno plateale di quello di Bosch, che in quell’occasione è stato ammonito. A questo punto le possibilità sono due: o il fallo di Bosch era più grave – visto il giallo – e dunque è assurdo che sia stato squalificato per un terzo del tempo, o il fallo degli scozzesi era più grave – vista la squalifica – e dunque è assurdo che la Scozia non abbia giocato 10 minuti in 13 uomini.

E questi sono solo alcuni esempi, perché guardando quello che è successo durante il torneo, quali falli hanno portato a un cartellino giallo e quali a squalifiche, si vede benissimo che ve ne sono stati altrettanti per i quali i giocatori sono rimasti in campo o non sono stati citati. Tra i vari temi che la World Rugby dovrà affrontare quello della coerenza arbitrale e giudiziale diventa ogni giorno più urgente e importante, perché se no si rischia di falsare il gioco e di renderlo sempre meno credibile.