Mondiali 2015: Parisse e Bergamasco, ombre azzurre

Il primo ha alzato bandiera bianca, il secondo è stato escluso per scelta. Ma sono due assenze che fanno rumore.

Non ci saranno due delle bandiere azzurre, domani, quando l’Italia sfiderà la Romania nell’ultimo match della Coppa del Mondo di rugby. Una Rugby World Cup non certo entusiasmante per i colori azzurri, nata male e che sta finendo peggio. E le due assenze hanno fatto rumore e le voci che le circondano rischiano di far esplodere più di un caso.

Il tema Parisse. Fermo un mese, recuperato in fretta e furia per l’Irlanda, Sergio non ci sarà domani a Exeter. Sarebbe stato lo stesso capitano a dire di non essere pronto a Brunel, ad ammettere di essere uscito distrutto dalla sfida con l’Irlanda e di essere al 50%. Ma è davvero così? Fin da subito, infatti, si è fatto imponente il fantasma dello Stade Français, il club di Parisse. Il quale non avrebbe apprezzato i rischi corsi dallo staff medico azzurro per avere il capitano in campo e avrebbe fatto capire a Sergio che era il caso di fermarsi. Per evitare guai che si trascinino nella stagione del Top 14. E, così scrive il Corriere dello Sport, una scelta diversa avrebbe potuto mettere a rischio un rinnovo quadriennale del contratto.

Fronte Bergamasco. Una scelta tecnica che ci può stare, ma modi e tempi che lasciano perplessi. Mauro Bergamasco ha chiuso la sua avventura in azzurro nei pochi minuti giocati contro l’Irlanda, si ritirerà dopo la Rugby World Cup e lo dovrà fare senza esserci domani. Gli è stato preferito in campo Simone Favaro – scelta più che legittima – mentre in panchina è stato portato un giocatore, Vunisa, che può giocare sia flanker sia 8. Insomma, da un punto di vista tecnico nulla da eccepire. Quello che lascia perplessi, però, è la considerazione che Brunel (e chi lo “consiglia”?) ha per i giocatori più rappresentativi. Prima Marco Bortolami, escluso all’ultimo dai Mondiali, ora Mauro Bergamasco. Nel primo caso una scelta tecnica che ci stava, ma ci si chiede perché portarsi dietro un giocatore come Marco per poi tagliarlo. Non era meglio parlargli prima e non considerarlo per la RWC? Nel secondo caso, poi, le notizie che giungono dall’Inghilterra sono antipatiche. Ricordate cosa disse il fratello Mirco pochi giorni fa su Brunel? “Non parla con i giocatori”. Ebbene, da quel che sappiamo l’esclusione di Mauro non sarebbe stata fatta sapere al diretto interessato dal ct, che lo avrebbe escluso “in silenzio”.

Insomma, la gestione umana della squadra sta lasciando a desiderare, e non poco. I malumori sono aumentati in queste settimane, le scelte sconclusionate si sono accumulate (escludere l’ottimo Festuccia e poi lamentarsi dei problemi in touche, tagliare l’infortunato Favaro – che però a Glasgow si allenava e giocava – per poi richiamarlo e piazzarlo titolare fisso, per dirne due) e il rischio di un flop totale – perdere domani – non è così folle da pensare.