Reggio Calabria, omicidio: Domenico Chirico ucciso in un agguato a Gallico

Omicidio nel quartiere Gallico di Reggio Calabria. Domenico Chirico, 59 anni, indicato dagli investigatori come esponente di rilievo della cosca Condello, è stato assassinato stamattina in un agguato nei pressi del lungomare. L’uomo si trovava da solo quando, secondo i primi accertamenti della Mobile di Reggio Calabria, è stato raggiunto da due sicari che avrebbero

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Omicidio nel quartiere Gallico di Reggio Calabria. Domenico Chirico, 59 anni, indicato dagli investigatori come esponente di rilievo della cosca Condello, è stato assassinato stamattina in un agguato nei pressi del lungomare. L’uomo si trovava da solo quando, secondo i primi accertamenti della Mobile di Reggio Calabria, è stato raggiunto da due sicari che avrebbero esploso al suo indirizzo una decina di colpi di pistola.

Chirico era stato scarcerato da qualche mese dopo aver scontato una condanna per associazione mafiosa scaturita dal processo per l’operazione Olimpia, risalente al ’95. Secondo le prime informazioni la vittima era cognato del collaboratore di giustizia Paolo Iannò e genero di Paolo Suraci, assassinato in un agguato nel 1987.

Fonti della Dda, come riporta Il Quotidiano della Calabria, riferiscono però di ritenere poco credibile, almeno finora, l’ipotesi di un collegamento tra l’omicidio di Chirico e la scelta, per nulla recente, fatta dal cognato.

Su Strilli, si legge qualche dettaglio in più sull’agguato:

La vittima è ritenuta una personalità molto in vista all’interno della cosca Condello di Reggio Calabria, il cui boss Pasquale Condello, il supremo, venne arrestato, il 18 febbraio 2008, dopo una lunga latitanza, dal Ros dei Carabinieri nel rione Pellaro che, invece, si trova nella zona sud della città. (…) Vi sarebbe dell’altro, vista la caratura criminale della vittima. Secondo molti, infatti, Chirico era davvero un boss di primissimo livello nella zona nord di Reggio Calabria, con riferimento al rione Gallico.

(…) la polizia scientifica ha infatti effettuato i rilievi di rito sul luogo del delitto, all’interno del cortile di un palazzo in costruzione, dove la vittima era impegnata per lavori di ristrutturazione. (…) Come detto, la vittima è stata centrata da diversi colpi d’arma da fuoco di diverso calibro, una pistola calibro 9 e una calibro 7,65: circostanza che porterebbe gli investigatori a credere che la spedizione omicida fosse composta da almeno due individui.

La tensione, sul luogo del delitto, nei pressi del rinomato Hotel President, è salita allorquando il corpo dell’uomo stava per essere deposto nella bara sotto gli occhi di una ventina di persone: alcuni parenti e amici della vittima si sono infatti scagliati contro giornalisti e operatori, intimando loro di spegnere le apparecchiature e minacciando di passare alle vie di fatto. Circostanza poi effettivamente avvenuta con il lancio di un telefono cellulare che ha sfiorato di poco alcune teste. (…) il fermento di alcune consorterie mafiose (da inquadrarsi anche nelle numerose intimidazioni ai magistrati) è un pessimo segnale e, a ogni tragico evento, la mente ritorna a una ventina d’anni fa.

Scrive Reggio Tv:

Una cosa è certa: l’assassinio ha assunto le modalità tipiche degli omicidi di ‘ndrangheta. (…) La dirigente della Sezione Omicidi, Angela Rogges, e il magistrato della Procura di Reggio, Carmela Squicciarini stanno verificando se, dopo appunto la scarcerazione, Chirico avesse riassunto un ruolo nelle logiche criminali di Reggio, nella cosca Condello. Non é da escludere, infatti, che il movente dell’omicidio sia proprio da ricollegarsi ad un tentativo andato a male di reinserimento nei meccanismi della criminalità organizzata reggina. Tutto è da verificare.

Via | Il Quotidiano della Calabria

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