Acerra: 43 arresti contro clan Crimaldi, De Sena e Di Fiore

Sono 43 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di presunti esponenti di tre clan camorristici dell’Acerrano, nell’hinterland di Napoli. Le accuse sono di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata ad estorsioni e “cavalli di ritorno”, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi, lesioni

di remar


Sono 43 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di presunti esponenti di tre clan camorristici dell’Acerrano, nell’hinterland di Napoli. Le accuse sono di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata ad estorsioni e “cavalli di ritorno”, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi, lesioni volontarie, omicidio.

Ad altre venti persone, già detenute, il provvedimento è stato notificato in carcere. In tutto gli indagati sono 57. Si tratterebbe secondo gli investigatori di boss e gregari dei clan Crimaldi, ritenuto retto da Cuono Crimaldi, del clan De Sena e del clan De Falco-Di Fiore, capeggiati rispettivamente, da Mario De Sena e Mario Di Fiore.

Gruppi contrapposti fra loro per il predominio sugli affari illeciti in questa vasta area del Napoletano. Il gip ha spiegato che la complessità dell’indagine “è stata determinata dalla difficoltà di individuare schieramenti criminali compatti, distinguere tra amici e nemici, identificare alleanze e contrapposizioni, ove gli assetti erano determinati da necessità strettamente contingenti ed i rapporti nascevano e si esaurivano con straordinaria rapidità”.

L’inchiesta era partita alla fine del 2006, all’indomani della morte di Ciro De Falco, ‘o Ciomm, ritenuto a capo dell’omonimo clan. Scrive Lunaset:

In particolare, nel corso delle indagini, grazie anche all’ acquisizione delle dichiarazioni di alcuni collaboratori, è stato possibile risalire ai presunti autori dell’omicidio di Raffaele Caterino D’Urso (genero di Cuono Crimaldi, capo dell’omonimo clan, reggente dello stesso durante il periodo di detenzione del suocero), avvenuto, il 16 maggio 2004, ad opera di due esponenti del clan De Sena. Si tratta di Dario Tedesco e Vincenzo Sposito, arrestati nel marzo 2008. Tra le varie estorsioni sulle quali l’indagine ha fatto luce, vi è anche quella di cui è stato vittima l’amministratore delegato di una clinica della provincia, che aveva trovato una bomba a mano sotto la propria auto. Tra i destinatari dell’ordinanza vi sono, il capo clan Cuono Crimaldi, attualmente detenuto, ma che, di fatto, ha il pieno controllo delle attività criminali del gruppo, ed il capo clan Mario Di Fiore (anch’egli detenuto), nonché elementi di spicco di tutti e tre i clan oggetto dell’ indagine.

A febbraio 2008 il blitz che aveva portato in cella 21 presunti affiliati del clan De Falco-Di Fiore. Da Videocomunicazioni:

Omicidi, agguati, anche il progetto di mettere a segno una strage per decimare il clan opposto. Tutto questo e molto altro ha portato all’arresto di 21 tra capi e affiliati del clan De Falco-Di Fiore: un clan che, secondo quanto accertato dalla Dda di Napoli, aveva l’assoluto dominio sulle attività illecite ad Acerra (…). Questa notte l’operazione Congo – così chiamata dal nome del quartiere dominato dal clan – ha disarticolato il potente gruppo camorristico. In manette, infatti, sono finiti i reggenti del clan dal 2006: il figlio di Ciro De Falco, Impero, e il genero, Pasquale Di Fiore. Loro e l’intero clan, secondo l’accusa, avevano tentato di uccidere Antonio Tedesco, altri esponenti del clan opposto: soprattutto avevano programmato una vera e propria strage, procurandosi tritolo da utilizzare con innesco comandato a distanza, contro i “nemici”; strage sventata grazie al lavoro della Squadra mobile di Napoli. Nonostante la morte del capo Ciro De Falco, e nonostante i 50 arresti disposti in passato dalla stessa Procura di Napoli, il clan era stato capace immediatamente di riorganizzarsi.

Via | Il Mattino

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