Omicidio Conegliano Veneto: Laura De Nardo voleva uccidere anche la figlia Sally

Continuano gli interrogatori della quattro persone arrestate in relazione all’omicidio di Eliseo David, il 71enne di Conegliano Veneto fatto uccidere da sua moglie Laura De Nardo per questioni legate all’eredità, ed emergono nuovi dettagli sulla vicenda.La 61enne, ne abbiamo parlato nei giorni scorsi, voleva uccidere il marito da almeno due anni: alla fine ha messo


Continuano gli interrogatori della quattro persone arrestate in relazione all’omicidio di Eliseo David, il 71enne di Conegliano Veneto fatto uccidere da sua moglie Laura De Nardo per questioni legate all’eredità, ed emergono nuovi dettagli sulla vicenda.

La 61enne, ne abbiamo parlato nei giorni scorsi, voleva uccidere il marito da almeno due anni: alla fine ha messo in atto il suo piano, dando 200 mila euro ad Ivan Marin, 36 anni, e a Gennaro Geremia, 48 anni, che hanno fatto il resto.

Ma David non era l’unica vittima prevista nel piano della De Nardo per appropiarsi di una cospiqua eredità.

I rapporti tra lei e il marito, a quanto si è appreso, si erano deteriorati da tempo e David, che aveva capito quali erano i veri interessi della moglie, aveva deciso di intestare gran parte del patrimonio alla figlia di lei, Sally, 40enne disabile nata dal matrimonio tra la De Nardo e Ottorino Tonon, morto affogato in circostanze misteriose nel 1971.

Nel corso delle ultime ore si è appreso che la 61enne stava progettando di uccidere anche la figlia Sally, così da poter mettere le mani sull’intera eredità.

Sally doveva morire ammazzata come il patrigno. Il perchè è certo, il come e il quando sono probabilmente ancora nella mente della madre.

Mentre continuano gli accertamenti su questo fronte, sono emersi maggiori dettagli sulla morte del primo marito della De Nardo, Ottorino Tonon, di cui ci siamo occupati anche ieri.

Da Il Gazzettino:

Tonon era morto nel 1971. Giovanissimo, era affogato in un lago nella zona di Sydney, in Australia, dove la coppia era emigrata, durante un’escursione in gommone. La De Nardo all’epoca aveva dato due versioni diverse: prima aveva detto di trovarsi sul natante poi, invece, di essere stata a riva. Sulla base di queste anomalie nella ricostruzione le autorità australiane decisero di eseguire l’autopsia ma la vicenda venne chiusa come un caso di annegamento. Ma ora l’arresto della donna come mandante dell’omicidio premeditato del secondo marito, ha convinto gli investigatori trevigiani a far luce anche su quell’incidente di 39 anni fa e a chiarirne gli eventuali aspetti oscuri.

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