Mondiali 2015: L’Argentina spaventa gli All Blacks, ma non basta

Si è concluso a Wembley (89,019 spettatori, un record) il big match di giornata tra Nuova Zelanda e Argentina, primo turno della Rugby World Cup.

Un match spettacolare vissuto con entusiasmo dagli 89.019 tifosi accorsi a Wembley, nuovo record di pubblico per una partita della Coppa del Mondo di rugby. All Blacks e Argentina che regalano agli appassionati 80 minuti di rugby incredibile, tra giocate di altissimo livello, gialli mai visti e, alla fine, la Nuova Zelanda si salva, ma soffrendo tantissimo.

Provano subito a sorprendere gli All Blacks al piede gli argentini e con tre calci muovono l’ovale fin dentro i 22 neozelandesi, che devono ripartire con una touche in difesa. Esce dai guai la Nuova Zelanda che attacca e obbliga l’Argentina al primo fallo dopo 4 minuti e Dan Carter va sulla piazzola. Insistono gli All Blacks, che mostrano di voler tenere subito alto il ritmo e mettere in difficoltà i Pumas fin dai primi minuti. Argentina che risponde con la classica difesa cattivissima, fin troppo fallosa. Poi show firmato Ben Smith con passaggio sottogambe a Savea, fallo e giallo a Matera per non aver concesso i dieci metri. Nonostante l’inferiorità numerica gli argentini attaccano con coraggio fin dai loro 22, anche se è difficile superare il muro nero (scarpini compresi) della Nuova Zelanda. Così l’occasione è ancora per Dan Carter che dalla piazzola porta gli All Blacks oltre break.

Ma l’Argentina non è morta, anzi, perché in attacco sanno far male e così da una ripartenza da ruck è Guido Petti a schiacciare in meta. Poi arriva anche il fallo in mischia degli All Blacks che dà coraggio ai Pumas che possono tornare subito in attacco. E’, però, sempre troppo indisciplinata l’Argentina e, così, i fischi di Barnes permettono ai tuttineri di entrare nei 22 argentini. Nulla di fatto e partita che resta perfettamente in equilibrio mentre si arriva alla mezz’ora di gioco. E alla mezz’ora arriva il giallo per Richie McCaw per un calcetto antisportivo mentre i Pumas stavano battendo veloce una punizione. E Argentina che piazza e va in vantaggio. Prova ad allungare sulle ali dell’entusiasmo l’Argentina, ma è troppo confusionaria e, così, sono gli All Blacks ad andare vicino alla meta, ma vengono respinti dal muro biancoceleste a un passo dalla linea. E, così, l’Argentina prendere coraggio, attacca nuovamente, fa una lunga azione multifase e, alla fine, secondo giallo consecutivo per gli All Blacks per il fallo tattico di Conrad Smith nei 22 difensivi. Sanchez che fa allungare i Pumas, a +4 con gli All Blacks in 13. A salvare i neozelandesi un fallo allo scadere che permette a Dan Carter di mandare i suoi al riposo sotto solo di un punto.

Si riparte con l’Argentina ancora in superiorità numerica e dopo due minuti nuovo fallo degli All Blacks e Sanchez può mettere altri punti sul tabellone. Cerca di cambiare qualcosa Steve Hansen, che dà spazio a Sonny Bill Williams per dare una scossa ai suoi. E al 47′ quasi arrivano in meta i tuttineri, con proprio SBW che fa un passaggio sottomano a Milner-Skudder che, però, non controlla l’ovale a un passo dalla meta. E l’Argentina domina anche in mischia, togliendo altre certezze a una Nuova Zelanda che inizia a temere un clamoroso ko. All Blacks che, però, con gli ingressi di SBW e di Barrett ha cambiato ritmo e ora mette l’Argentina alle corde. E, così, al 57′ è Aaron Smith a sorprendere una comunque ottima difesa argentina, si infila in mezzo alle maglie biancocelesti e va a schiacciare per il sorpasso dei tuttineri.

Si entra nell’ultimo quarto di gioco con tutto ancora da decidere. Insistono gli All Blacks, che ora hanno decisamente una marcia in più rispetto a un’Argentina che forse ha dato tutto, ma tanti piccoli errori impediscono alla Nuova Zelanda di chiudere il discorso. Fino al 66′, quando ancora una volta la differenza la fa Sonny Bill Williams, che finalmente trova un compagno che afferra l’ovale e Sam Cane schiaccia tra i pali e partita vinta. Prova ad allungare la Nuova Zelanda, ma l’Argentina non cede, anche se deve concedere palla e gioco ai campioni del mondo. Che vincono, ma dopo aver sofferto per quasi 80 minuti. Argentina che se ne va con il rimpianto di non aver conquistato neanche il meritato bonus.

ALL BLACKS – ARGENTINA 26-16
Domenica 20 settembre, ore 17.45 – Wembley, Londra
Nuova Zelanda: 15 Ben Smith, 14 Nehe Milner-Skudder, 13 Conrad Smith, 12 Ma’a Nonu, 11 Julian Savea, 10 Dan Carter, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw, 6 Jerome Kaino, 5 Sam Whitelock, 4 Brodie Retallick, 3 Owen Franks, 2 Dane Coles, 1 Tony Woodcock
In panchina: 16 Keven Mealamu, 17 Wyatt Crockett, 18 Charlie Faumuina, 19 Victor Vito, 20 Sam Cane, 21 TJ Perenara, 22 Beauden Barrett, 23 Sonny Bill Williams
Argentina: 15 Joaquin Tuculet, 14 Santiago Cordero, 13 Marcelo Bosch, 12 Juan Martin Hernandez, 11 Juan Imhoff, 10 Nicolas Sanchez, 9 Tomas Cubelli, 8 Leonardo Senatore, 7 Juan Martin Fernandez Lobbe, 6 Pablo Matera, 5 Tomas Lavanini, 4 Guido Petti, 3 Nahuel Tetaz Chaparro, 2 Agustin Creevy, 1 Marcos Ayerza
In panchina: 16 Julian Montoya, 17 Lucas Noguera, 18 Ramiro Herrera, 19 Mariano Galarza, 20 Juan Manuel Leguizamon, 21 Martin Landajo, 22 Jeronimo De La Fuente, 23 Lucas Gonzalez Amorosino
Arbitro: Wayne Barnes
Marcatori: 5′ cp. Carter, 11′ cp. Carter, 19′ cp. Carter, 23′ m. Petti tr. Sanchez, 39′ cp. Sanchez, 40′ cp. Carter, 52′ cp. Sanchez, 57′ m. A.Smith tr. Carter, 67′ m. Cane tr. Carter
Cartellini gialli: 10′ Matera, 30′ McCaw, 38′ C.Smith