Mondiali 2015: Italrugby, Giovanelli va all’attacco

Dopo Mirco Bergamasco e Diego Dominguez anche l’ex capitano azzurro mette il dito nelle ferite del rugby azzurro.

Brunel? “Un pensionato”. La Fir? “Incapace di rinnovarsi”. Il rugby italiano? “Quello dei villaggi”. Non le manda a dire Massimo Giovanelli, ex capitano dell’Italia, che sulle pagine della Gazzetta dello Sport salva solo i giocatori azzurri, mettendo sul banco degli imputati tutti gli altri.

“Possibile che alla Coppa del Mondo si presenti sempre un c.t. con le valigie pronte? Le altre Nazionali hanno 4-5 tecnici affermati, noi pseudo staff. […] Fourcade e Coste si calarono nella realtà, gli altri, da lì in poi, hanno usato i problemi come scuse” attacca il Giova. Il problema, dunque, è Brunel, ma non solo. “Il problema principale del nostro rugby è che non sa rinnovarsi. […] Le presidenze federali durano all’infinito e chi comanda ha poteri illimitati. […] Non siamo competitivi, non siamo credibili” continua l’ex capitano.

La nazionale che perde è solo la punta dell’iceberg (“L’apparato tecnico federale ha fallito e a pagare sono sempre i giocatori, attori di un sistema che fa acqua”), ma i problemi sono più profondi per Giovanelli. “Abbiamo il secondo budget federale dopo il calcio e il sud non esiste. Siamo diventati il rugby dei villaggi, non delle città. Non esiste una base, se pensiamo alle accademie come selezioni naturali, siamo fuori strada” sentenzia.

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