Carceri: sette detenuti morti in dieci giorni

Negli ultimi dieci giorni nelle carceri italiane sono morti sette detenuti. Lo rende noto Ristretti Orizzonti. Da nord a sud in tre si sono suicidati, altrettanti sono morti per “cause ancora da accertare” e uno è deceduto per malattia. Dall’inizio del 2010 ad oggi sono quarantaquattro i suicidi avvenuti dietro le sbarre (trentasette impiccati, cinque

di remar


Negli ultimi dieci giorni nelle carceri italiane sono morti sette detenuti. Lo rende noto Ristretti Orizzonti. Da nord a sud in tre si sono suicidati, altrettanti sono morti per “cause ancora da accertare” e uno è deceduto per malattia.

Dall’inizio del 2010 ad oggi sono quarantaquattro i suicidi avvenuti dietro le sbarre (trentasette impiccati, cinque asfissiati col gas, uno avvelenato con dei farmaci e uno sgozzato). In tutto i detenuti morti nello stesso periodo tra suicidi, malattie e cause “da accertare” sono centoventicinque.

L’Osservatorio permanente sulle morti in carcere – formato da Radicali Italiani, l’associazione Il Detenuto Ignoto, l’associazione Antigone, l’associazione A buon diritto, Redazione Radiocarcere, Redazione Ristretti Orizzonti – ha stilato l’elenco di questi ultimi sette casi.

Eccoli:

Torino, 16 settembre 2010 – Placido Caia, 64 anni viene ritrovato morto in cella nel carcere delle Vallette. Caia affiliato alla ‘ndrangheta calabrese, avrebbe finito di scontare la pena nel 2016. Dalle prime indiscrezioni pare che la morte sia dovuta a cause naturali.

Prato, 15 settembre 2010 – Un detenuto 40enne di origini campane muore in una cella della Dogaia, presumibilmente per un problema cardiaco. L’uomo viene trovato già cadavere e tutti i soccorsi sono vani. Tocca poi ai servizi funebri della Misericordia trasportare la salma all’Istituto di anatomia patologica, dove verrà eseguita l’autopsia, su disposizione del sostituto procuratore Sergio Affronte.

Torino, 14 settembre 2010 – Rodolfo Gottardo, 50 anni, in libertà vigilata, si uccide davanti ai Carabinieri che volevano riportarlo in carcere, da dov’era uscito dopo aver scontato 20 anni di pena per tentato omicidio e rapina. Tossicodipendente e sieropositivo, lavorava come magazziniere in una cooperativa. In carcere aveva anche recitato per il film “Tutta colpa di Giuda”, regista Davide Ferrario, protagonista Luciana Littizzetto. Fuori non ha saputo cambiare il copione di una esistenza alla deriva.

Napoli, 8 settembre 2010 – Francesco Consolo, 34 anni, di origini pugliesi, detenuto nella Sezione Transessuali del carcere di Poggioreale, si uccide asfissiandosi con il gas dalla bomboletta data in dotazione ai detenuti per cucinare in cella. Lo ritrovano steso sulla branda, con un sacchetto di plastica in testa e la bomboletta di gas accanto.

La Spezia, 8 settembre 2010 – Ivan Maggi, 22 anni, si impicca in cella la notte del 5 settembre. Viene soccorso ancora in vita, ma le sue condizioni appaiono subito gravissime, a causa dei danni cerebrali provocati dall’anossia. Ricoverato al centro di Rianimazione dell’ospedale Sant’Andrea, il giovane non sopravvive. Viene dichiarato clinicamente morto dopo 3 giorni di coma.

Pisa, 5 settembre 2010 – Moez Ajadi, tunisino di 33 anni, detenuto presso il carcere Don Bosco di Pisa, accusa problemi respiratori e dolori polmonari, perciò viene ricoverato al Centro clinico penitenziario. La sua situazione clinica comincia a peggiorare e ne viene disposto il trasferimento immediato presso una struttura civile più attrezzata, l’Ospedale Santa Chiara, ma muore in ambulanza ancor prima di arrivare al pronto soccorso. La procura ha aperto un’inchiesta, per fare piena luce sul fatto e per stabilire se vi sono eventuali responsabilità.

Napoli, 5 settembre 2010 – Giuseppe Coppola, 60 anni, detenuto nel carcere di Poggioreale accusa forti dolori al petto. In infermeria gli somministrano un antidolorifico e lo rimandano in cella. Dopo un paio d’ore Coppola ha un nuovo malore e sviene. Viene chimata l’autoambulanza, ma l’uomo muore durante il tragitto verso l’ospedale.

Qualche altro dato sulla situazione delle carceri italiane – uno su tutti, 68.258 reclusi per 42.000 posti – potete leggerlo qui.

Foto | Flickr

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