Eleggibilità: la World Rugby vuol cambiare regole

Brett Gosper ha annunciato che verrà studiata la regola dei tre anni di residenza. Ma un cambio non è scontato.

Una regola che da tempo crea polemiche. L’eleggibilità dopo tre anni di residenza per una nazionale diversa dalla propria viene largamente usata, ma non piace. Ai prossimi Mondiali si potrebbero vedere in campo Scott Spedding, Rory Kockott, Henry Speight, Uini Atonio, Bernard Le Roux, Noa Nakaitaci e Tim Visser (oltre al nostro Kelly Haimona), tutti giocatori che vestono la maglia di una nazione che non è la loro.

E ora Brett Gosper, il ceo della World Rugby, ammette che c’è un problema e che il governo mondiale del rugby studierà se sia o meno il caso di cambiare le carte in tavola. “Per noi è importante l’integrità del gioco, siamo facendo delle consultazioni con le Federazioni per capire il loro punto di vista. E’ qualcosa che dobbiamo esaminare e Bernard Lapasset ha molto a cuore la questione. Ci sono tanti movimenti di giocatori internazionali, e dobbiamo fare il punto della situazione. E’ la regola giusta? Arriveremo a una risposta. E potrebbe essere diversa da quella data l’ultima volta che l’argomento è stato discusso” ha detto Gosper. Finalmente.