Roma in rosa saluta il Giro del Centenario

Non sempre il Giro ha attraversato Roma e tantomeno ha fatto della Capitale il punto di arrivo di una sua tappa. Ma questa volta è stato diverso: per l’edizione del Centenario gli organizzatori avevano deciso di dare all’epilogo della corsa ciclistica un senso diverso dal solito. Ed ecco dunque i corridori rincorrersi in una cronometro

di higgins



Non sempre il Giro ha attraversato Roma e tantomeno ha fatto della Capitale il punto di arrivo di una sua tappa. Ma questa volta è stato diverso: per l’edizione del Centenario gli organizzatori avevano deciso di dare all’epilogo della corsa ciclistica un senso diverso dal solito. Ed ecco dunque i corridori rincorrersi in una cronometro – giusto una passerella, visto l’esito scontanto della vittoria finale – lungo le vie solitamente affollate da bus, macchine, pedoni.

Tutto intorno applausi scroscianti, flash e grida di incitamento. Non solo romani, ma anche turisti divertiti dai campioni delle due ruote. In molti si sono dati appuntamento a piazza Venezia, al termine di un percorso che si è snodato dal Colosseo a via Veneto, da via de Fori imperiali al Vaticano. E neppure la pioggia ha rovinato la festa. Anzi, ha dato un po’ di sollievo dopo il caldo di questi giorni.

Per la cronaca, la maglia rosa è rimasta stretta sulle spalle del russo Denis Menchov, troppo forte per l’italiano Di Luca. Peccato, ma ha vinto il più forte. E oggi era importante soprattutto godersi la giornata sportiva. Come dice Dante, un appassionato di 80 anni: “Ho portato mio nipote a vedere una manifestazione storica che ha resistito alle guerre, alle crisi economiche e politiche ci stiamo divertendo molto e, anche se piove, non ci siamo pentiti di essere qui, perché questo è un pezzo della storia d’Italia”.