Conclave 2013, Roma si prepara al Grande Evento

Il sindaco Alemanno scrive al Presidente del Consiglio Monti, richiedendo risorse e mezzi straordinari

Tra la fine di febbraio e Pasqua si preannunciano giorni parecchio febbrili per la Capitale: tra il voto del 24-25 febbraio, l’insediamento del nuovo Governo e del nuovo Parlamento, l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, la decorrenza della rinunzia papale al magistero apostolico e, probabilmente dal 15 marzo prossimo, il successivo Conclave per l’elezione del nuovo Papa, con annesse cerimonie di rito, le prove cui sarà sottoposta la Capitale, e la sua proverbiale e millenaria capacità di accoglienza, saranno certamente dure.

Tra questi l’evento per cui la città subirà lo stress maggiore è sicuramente la nomina del nuovo Pontefice: la storicità dell’evento in quanto tale, sommata all’unicità di quest’evento, che non vedrà alcun funerale prima del ritiro spirituale cardinalizio più segreto del mondo, come vuole la tradizione sarà tenuto nella Cappella Sistina, fa presumere l’arrivo nella Capitale del Cristianesimo di milioni di pellegrini, motivo per cui sarà fondamentale garantire una macchina organizzativa perfetta.

Ieri sera padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, aveva dichiarato:

L’inizio del Conclave deve essere stabilito tra i 15 e i 20 giorni dall’inizio della sede vacante. Se tutto si svolge senza problemi si può pensare che inizierà dal 15 marzo in poi.

Il sindaco Gianni Alemanno ha già firmato un’ordinanza, questa mattina, in cui viene creata una vera e propria cabina di regia che coordinerà i servizi connessi alla prossima futura elezione del Pontefice, la cui gestione verrà affidata al vicecapo di Gabinetto del Campidoglio Giammario Nardi.

Nardi dovrà coordinare i servizi Atac/Roma Tpl/Trenitalia (trasporto pubblico), Ama (raccolta rifiuti) e Protezione Civile, ma anche gestire i flussi di pellegrini e le richieste della stampa estera, che sta già subissando di domande gli uffici comunali del Campidoglio.

Contemporaneamente Alemanno ha scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti chiedendo al Governo i mezzi e le risorse necessari a garantire al meglio la gestione del “Grande Evento”, come già in passato è avvenuto con le esequie di Giovanni Paolo II; di seguito vi riportiamo il testo della lettera del sindaco di Roma:

Signor Presidente,
Le dimissioni dal Soglio di Pietro, annunciate dal Santo Padre Benedetto XVI, hanno avuto un rilievo mediatico planetario e generato una partecipazione e una vicinanza “affettiva” nei confronti del Pontefice di portata straordinaria.
Tale attenzione e partecipazione si sono manifestate con la richiesta di posizionamento dei mezzi radio–televisivi da ogni parte del mondo e con l’afflusso di centinaia di migliaia di persone previste nei prossimi giorni alla Basilica di San Pietro.
Rispetto ad altri Grandi Eventi similari svoltisi nel passato recente, l’attuale si caratterizza per la particolare durata, che decorrerà dal prossimo 28 febbraio – data ufficiale della rinuncia all’incarico da parte del Pontefice – ed avrà termine con la celebrazione di intronizzazione del nuovo Pontefice.
Considerata, quindi, la durata e la grande risonanza mondiale del predetto evento, l’Amministrazione Capitolina, quale Capitale d’Italia che include al suo interno lo Stato della Città del Vaticano, dovrà adottare tutte le misure idonee a garantirne la dovuta accoglienza e sicurezza, prestando massima attenzione, in particolare, alla gestione delle problematiche legate alla mobilità, alla viabilità ed ai trasporti, organizzando, altresì, tutti i servizi ritenuti necessari per evitare conseguenze negativamente rilevanti sul territorio e, soprattutto, salvaguardare l’immagine della Nazione e della sua Capitale nel Mondo.
Come in questi ultimi anni ha ampiamente dimostrato (vedasi Beatificazione di Giovanni Paolo II), l’Amministrazione Capitolina metterà in campo tutte le risorse disponibili al fine di fronteggiare al meglio l’evento.
Non sfugge a nessuno, però, che il carattere della straordinarietà dell’evento determina la necessità di dotare Roma Capitale di risorse e mezzi necessariamente anch’essi straordinari.
Per questo Signor Presidente richiedo un Suo autorevole intervento per l’emanazione di un apposito provvedimento che disponga la messa a disposizione di Roma Capitale dei mezzi e delle risorse necessarie a garantire il massimo dell’assistenza a tutti i pellegrini che parteciperanno all’evento al fine di tutelare, nel miglior modo possibile, l’immagine dell’Italia nel Mondo.
Grato dell’attenzione e della sensibilità che vorrà assicurare al riguardo colgo l’occasione per porgerLe i più
Distinti Saluti

Dal 2001 al 2009 la Chiesa ha beneficiato numerose volte della mastodontica macchina dei Grandi Eventi d’Italia: solo per le esequie di Giovanni Paolo II e l’intronizzazione di Benedetto XVI la Protezione Civile spese la cifra record di 22.369.219,06 euro mentre, a causa proprio di quegli scandali, la copertura delle spese per la beatificazione di Giovanni Paolo II venne affidata, dalla diocesi di Roma, alle offerte dei fedeli ed a sponsor privati.

Il vicepresidente dell’Opera Romana Pellegrinaggi monsignor Liberio Andreatta aveva così motivato la scelta del Vaticano:

Vista la situazione economica non abbiamo voluto gravare sull’erario. Ci siamo rivolti a fedeli e sostenitori: istituti di credito, fondazioni, società private. C’è stata una grande risposta.

cosa che, fa supporre, rimandi alla Santa Sede la decisione di avvalersi o meno della grande macchina dei “Grandi Eventi”.

L’ultima volta che la Santa Sede ha beneficiato dello status di Grande Evento è stato nel settembre 2011 al XXV Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona.

In precedenza, per citarne qualcuno, hanno beneficiato dello stato di Grande Evento: la canonizzazione del fondatore dell’Opus dei Josemaria Escrivà de Balaguer, quella di Padre Pio (con annessa esposizione ai fedeli della salma), la beatificazione di Madre Teresa di Calcutta, la XX Giornata Mondiale della Gioventù.

Via | Alemanno2.0
Foto | © Getty Images

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