Affari italiani: la Federazione e il momento dei bilanci

Roberto Zanovello, Presidente del Cus Padova, attacca la gestione Gavazzi e chiede trasparenza sui conti del rugby italiano.

Finita la lunga settimana del caos azzurri, non si placano le polemiche attorno ad Alfredo Gavazzi e alla sua gestione del movimento rugbistico italiano. E oggi, sulle pagine del Gazzettino, è il presidente del Cus Padova Roberto Zanovello a puntare il dito sui bilanci federali e sulle spese (oscure) della Fir.

“Mi chiedo come si farà a chiudere l’anno in corso con un bilancio di 39 milioni viste le spese consolidate degli ultimi anni, dalle franchigie celtiche al sistema dei centri di formazioni delle accademie. Mi domando anche se questa enorme quantità di soldi spesi dalla gestione Gavazzi sia stata utilizzata nel modo migliore e trasparente. Cioè legata a obiettivi realizzati e realizzabili” attacca Zanovello, che poi mette giù un po’ di numeri.

“Se mettiamo a confronto i bilanci consuntivi degli ultimi due anni e quello preventivo del 2015 si nota che nel 2013 la federazione ha avuto i costi di gestione più alti della sua storia (45.430.509,06 euro) e la perdita
più consistente da quando l’Italia è entrata nel 6 Nazioni […] Nel 2014 ci sono stati costi per 42.379.895,38 di euro, con una riduzione di spesa rispetto all’anno precedente di 1.793.875,47, pari al 4,23%. Con qualche problema di trasparenza”
dice Zanovello, che sulla trasparenza dei bilanci ha fatto un suo cavallo di battaglia da anni, e che continua.

“Presentare a febbraio un bilancio che sta già impegnando i soldi è un errore. Bisogna pianificare su un arco di almeno tre anni e quando si presentano i grandi progetti va dimostrato che c’è la copertura. Una questione che, credo, peserà su chi si candiderà a fare il presidente” dice Zanovello, che vede con pessimismo al futuro.

“E le prospettive non sono rosee in quanto dall’analisi dei bilanci emerge che l’enorme aumento di spesa è avvenuto impegnando tutti i contributi della federazione internazionale versati come acconti dei diritti del Mondiale (9 milioni nel 2013 e nel 2014) e i circa 10 milioni di depositi bancari accantonati al 31 dicembre 2011. Ciò significa che nei primi due anni e mezzo della gestione Gavazzi sono state bruciate tutte le risorse lasciate a disposizione dalla gestione Dondi e i contributi della World Rugby. Si è speso tutto quello che si è trovato in più e adesso non ci sono soldi” conclude Zanovello.

Foto – Elena Barbini