Sequestro Antonio Buglione: in un video il rapimento, dubbi sul riscatto

Un commando diviso in due gruppi, a bordo di due auto diverse. È quello che – scrive stamattina la Repubblica Napoli – si vede in un filmato con le immagini del rapimento di Antonio Buglione. L’imprenditore degli istituti di vigilanza coinvolto in diverse inchieste giudiziarie “è stato preso di peso e portato via”, dicono a

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Un commando diviso in due gruppi, a bordo di due auto diverse. È quello che – scrive stamattina la Repubblica Napoli – si vede in un filmato con le immagini del rapimento di Antonio Buglione. L’imprenditore degli istituti di vigilanza coinvolto in diverse inchieste giudiziarie “è stato preso di peso e portato via”, dicono a fatica gli investigatori.

Buglione sarebbe stato rapito intorno alle 20.30 di domenica. Stava rientrando a casa dopo un pomeriggio passato con amici e conoscenti in un circolo ricreativo di Saviano, comune di cui la sorella del rapito è sindaco. All’ora di cena, Buglione si avvia verso casa con la sua Panda, poi trovata parcheggiata in via Abate Minichini tra Saviano e Nola, a circa tre chilometri da via San Liberatore, dove abita.

L’imprenditore avrebbe fatto un tratto di strada a piedi, fin sotto la sua abitazione. Qui ci sono le telecamere a circuito chiuso. Qui l’uomo sarebbe stato prelevato di forza. L’allarme sarà dato solo qualche ora dopo, quando arriva la telefonata con la richiesta di riscatto. Cinque milioni. Non è il solo elemento anomalo del rapimento per gli inquirenti.

Da la Repubblica Napoli:

I presunti rapitori chiamano il fratello della vittima, Carlo Buglione. Hanno il suo numero di cellulare. Chiedono cinque milioni di euro. Così presto? È un altro elemento anomalo della vicenda. Che spalanca una voragine di dubbi negli investigatori. Sequestro a scopo di estorsione “classico”? La Campania non è la Sardegna né la Calabria, il territorio non consente di nascondere un ostaggio e la scuola criminale è molto diversa. Il nolano è però territorio del clan Fabbrocino, noto per le numerose vendette con la formula della lupara bianca. Persone scomparse e ritrovate morte tempo dopo. Ma allora, perché chiedere il riscatto? Un depistaggio, forse, cui non vogliono dar credito gli inquirenti. D’altra parte la possibilità di una estorsione sui generis. Buglione rapito perché ha un debito con qualcuno: deve del denaro a chi organizza il rapimento. Oppure la convinzione, da parte dei malviventi, che quella richiesta di riscatto sarebbe rimasta in famiglia e che si poteva trovare presto un accordo riservato. Che nessuno avrebbe avvertito le forze dell’ordine. Infine l’ipotesi della messinscena, un sequestro simulato.

Si legge su Il Nolano:

L’indagine sul sequestro Buglione e’ coordinata dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che hanno delegato per l’attivita’ investigativa i carabinieri del comando provinciale e di Nola. Buglione viene definito dagli investigatori un “personaggio complesso”, rimasto coinvolto negli ultimi 17 anni in episodi che vanno dall’agguato alle inchieste giudiziarie. Nel ’93 qualcuno tento’ di eliminarlo ferendolo a colpi di pistola. Si salvo’ dalla morte ma dopo qualche anno resto’ coinvolto nella prima delle tre inchieste giudiziarie che lo hanno riguardato.

Secondo alcuni testimoni nelle ore precedenti il sequestro l’imprenditore si era comportato normalmente, come sempre. Da Il Mattino:

Contrariamente a quanto accade quando è in atto un sequestro di persona, per esempio, nella zona di Saviano per tutta la giornata di oggi non c’è stato viavai di polizia e carabinieri, non sono stati visti elicotteri levarsi in volo nè appartenenti alle forze dell’ordine fare controlli e perquisizioni nelle campagne. Il procuratore, Giovandomenico Lepore, si limita a confermare che «tutte le piste vengono battute»: oltre a quella del sequestro a scopo di estorsione, dunque, vengono prese in esame l’ipotesi di una messinscena alla Michele Sindona (ordita, dunque, dallo stesso Buglione per sfuggire a un pericolo), di una macabra finta che potrebbe avere una tragica conclusione, di un’azione portata a termine da persone cui l’imprenditore deve consistenti somme di denaro.

Non è escluso nemmeno un collegamento con le ultime due vicende giudiziarie di cui Buglione è stato protagonista negli ultimi anni: quella sugli «affitti d’oro» della Regione Campania, per la quale è in corso il processo, e quella per la bancarotta de «La Gazzella», l’istituto di vigilanza controllato dal senatore del Pdl e sindaco di Afragola Vincenzo Nespoli. Buglione, in particolare, nel rilevare con il proprio istituto di vigilanza, l«’International security service», le commesse milionarie de «La Gazzella», si era impegnato ad assorbirne i dipendenti, circostanza che però non si era realizzata suscitando malumori tra le guardie giurate.

Foto | Il Mattino