Scherma, Valentina Vezzali è già nei panni della parlamentare: “Darò un contributo allo sport”

Valentina Vezzali ha svelato i motivi che l’hanno spinta ad entrare in politica.

Pochi giorni fa, Mario Monti, il leader dei centristi per le prossime elezioni politiche, ha annunciato la candidatura della schermitrice Valentina Vezzali con la lista Scelta Civica – Con Monti per l’Italia.

La fiorettista jesina ha già concesso a Vanity Fair la prima intervista da aspirante parlamentare e ha spiegato i motivi che l’hanno spinta a questa scelta importante per quanto riguarda la sua vita:

Ho fiducia in lui e l’ho apprezzato come presidente del Consiglio. Ho sentito il suo discorso a dicembre, e mi hanno colpito le sue parole sulla condizione delle donne. Mi ha convinto il suo senso di responsabilità. Grazie a lui non accettiamo passivamente gli scandali e il malaffare che avevano invaso la politica. Non è un caso se i tanti che scelgono di scommetterci preferiscono stare lontani dai partiti. Anche io non ho scelto un partito o una posizione politica, ho sposato un progetto.

Ovviamente, il discorso è ricaduto anche sullo sport, essendone, Valentina Vezzali, una degna rappresentante. La schermitrice ha affermato che la mancata candidatura dell’Italia per le Olimpiadi del 2020 è stata necessaria.

Queste sono le sue affermazioni a riguardo:

Ne ho parlato con Monti. La crisi era dura in quel momento, lo spread non dava tregua e ha dovuto prendere una decisione in poco tempo. Un’Olimpiade porta il mondo intero nel tuo Paese, è una vetrina enorme ma in quel momento non si poteva organizzare. Mi ha detto che se solo fosse stata per il 2024 avrebbe detto sì.

La Vezzali è convinta che Mario Monti darà la giusta importanza al mondo dello sport:

Uno dei miei obiettivi è dare un contributo dall’interno in questo senso. Se Monti ha scelto me e Annalisa Minetti, penso che ci sia un motivo.

La schermitrice 38enne è certa che il suo impegno in politica non ostacolerà il suo cammino verso le Olimpiadi di Rio de Janeiro:

Non toglierei il tempo a niente. Basta organizzarsi. Quando andavo a scuola mi svegliavo alle sette del mattino. Tornavo a casa, facevo i compiti, andavo ad allenamento e poi studiavo fino all’una o alle due di notte. E in palestra sono sempre la prima a salire in pedana e l’ultima ad andarmene, anche se ho 38 anni.

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