Italrugby vs Fir: Malagò si schiera con Gavazzi, ma “non sa”

Il numero 1 del Coni sostiene la linea della Federazione riguardo ai premi, ma ammette di non conoscere la questione.

“Io questo onestamente non lo so”. Cioè se vi erano impegni presi o aspettative diverse. Insomma, se vi sono motivi diversi oltre a quelli rilanciati dalla stampa (che ama semplificare, ndr.) per lo scontro esploso stamani a Villabassa e che ha portato alla sospensione del raduno dell’Italrugby in vista dei Mondiali. A parlare non è un personaggio chiunque, ma il presidente del Coni, Giovanni Malagò.

“La cosa non è chiara, ci sono due versioni. Io però non mi nascondo dietro a un dito e posso dire che sono assolutamente d’accordo sul fatto di stabilire dei premi sulla base dei risultati. Questo non solo per il rugby ma per tutte le federazioni” esordisce da Baku il numero 1 dello sport italiano, che dunque sulla questione premi appoggia la posizione di Alfredo Gavazzi. Però. “Ovviamente bisogna capire cosa si è detto prima e quali impegni c’erano […] Se poi ci sono delle aspettative diverse, soprattutto sono stati presi degli impegni diversi, io questo onestamente non lo so” continua Malagò.

Già, perché, come abbiamo già detto più volte, quello dei premi qualificazione è solo una delle questioni sul tavolo delle trattative. Le aspettative, invece, riguardano anche altre questioni, meno mediatiche forse, ma sicuramente non meno importanti per i giocatori. Ma di questo, da Baku dove si disputano gli inutili giochi europei, Malagò non sa.