Nola: rapito imprenditore Antonio Buglione, giallo sul riscatto da 5 milioni

Un imprenditore del settore della vigilanza privata è stato sequestrato ieri sera nella zona di Nola, nel napoletano. Si tratta di Antonio Buglione, 54 anni. Secondo SkyTg24 per la sua liberazione sarebbe già stato chiesto un riscatto di 5 milioni di euro ma la notizia non ha trovato ancora conferma.Arrestato il 20 febbraio 2008 per

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Un imprenditore del settore della vigilanza privata è stato sequestrato ieri sera nella zona di Nola, nel napoletano. Si tratta di Antonio Buglione, 54 anni. Secondo SkyTg24 per la sua liberazione sarebbe già stato chiesto un riscatto di 5 milioni di euro ma la notizia non ha trovato ancora conferma.

Arrestato il 20 febbraio 2008 per l’appalto di vigilanza della sede del Consiglio regionale campano ottenuto nel 2005, Buglione era già finito sotto processo con l’accusa di associazione di stampo camorristico, ma poi era stato assolto dal tribunale di Nola per non aver commesso il fatto, sentenza confermata anche in appello.

Bocche cucite in procura, ma gli investigatori nutrirebbero dubbi sul movente del sequestro. L’istituto di vigilanza di Buglione, ne parlavamo ad aprile, è stato colpito dell’interdittiva ad operare da parte della Prefettura di Napoli per sospetti rapporti “con la criminalità organizzata”.

Da Il Mattino:

Buglione era il titolare della società Vigilante 2: nel febbraio del 2008 fu coinvolto nella vicenda che coinvolse l’ex consigliere regionale Roberto Conte. La sua società di vigilantes si è poi trasformata in «International Security Service» che proprio quest’anno, il 9 aprile, è stata raggiunta da un interdittiva antimafia e ritiro della licenza: la società di vigilanza privata era riuscita persino a vincere l’appalto per il servizio di sicurezza del consiglio regionale (gara che però non fu aggiudicata perchè mancava il certificato antimafia).

L’interdittiva. La conclusione a cui è giunto il Gia (Gruppo ispettivo antimafia) lascia poco spazio alle interpetrazioni. «Nei confronti delle aziende riferibili ai fratelli Buglione, a parere del Gruppo ispettivo antimafia, in virtù di tutti gli elementi riportati nella copiosa attività istruttoria – si legge nel verbale – sussistono concreti, univoci elementi di permeabilità e contiguità con la criminalità organizzata e che rilevano, comunque, l’inconfutabile sussistenza nei confronti delle aziende agli stessi riferibili, dei tentativi di infiltrazione mafiosa»

Scrive Il Corriere del Mezzogiorno a proposito della International Security Service:

Si tratta di un istituto di primo livello nel campo della sicurezza. Tanto che nel 2005 i suoi vigilantes divennero la «guardia privata» della Regione Campania (con una delibera di 4,5 milioni dell’allora giunta regionale di Antonio Bassolino). Una potenza imprenditoriale dovuta anche ai rapporti con la politica: uno degli ultimi colpi, prima delle inchieste, fu quello dell’appalto per il denaro della allora Banca di Roma in Campania, conquistato con un maxi-ribasso.

In passato Buglione fu assolto nel corso di un’inchiesta a carico del clan Alfieri, ma il tribunale (Francesco Soviero era il giudice estensore) scrisse: « I rapporti con esponenti della criminalità, la gestione clientelare della cosa pubblica e i diffusi rapporti con esponenti politici dimostrano che ci troviamo di fronte a un uomo privo di scrupoli». Antonio Buglione, nel febbraio 2008, fu coinvolto anche nella vicenda che riguardò l’ex consigliere del Pd , Roberto Conte, poi arrestato. Secondo la Procura, Buglione era uno dei grandi elettori che avevano favorito l’ascesa di Conte nel Pd. In quell’occasione, Buglione finì ai domiciliari insieme al fratello Carmine.

Foto | Il Mattino