Italia: Parisse “Continuare dopo i Mondiali? Non so…”

Il capitano azzurro parla al Corriere dello Sport del suo futuro, ma non solo.

Cosa resterà dell’Italia dopo i Mondiali? L’appuntamento iridato è sicuramente un momento di svolta per molte nazionali, che chiudono un ciclo, cambiano tecnico e si preparano a lavorare in vista della Rugby World Cup che arriverà quattro anni dopo. E anche per molti giocatori i Mondiali sono l’ultimo atto della propria carriera internazionale.

Lo sarà per Mauro Bergamasco, così come all’estero per Paul O’Connell, Richie McCaw e tanti altri campionissimi. Lo sarà anche per Sergio Parisse, capitano dello Stade Français e dell’Italia? Ne ha parlato il diretto interessato sulle pagine del Corriere dello Sport, intervistato da Francesco Volpe. “La Nazionale? Sto riflettendo. Vorrei
vivere alla grande una Coppa del Mondo che segnerà la fine di un ciclo. Per il dopo la scelta non è fatta”
le parole di Sergio.

Parisse poi parla anche dell’exploit del suo Stade, giunto alla finale del Top 14 anche grazie ai colpi di classe del suo capitano (nella foto il passaggio stile LeBron James che ha portato alla meta contro il Tolone in semifinale, ndr.), ma soprattutto grazie al gruppo e al lavoro fatto dal tecnico Quesada. “Ha plasmato un gruppo formidabile […] Ha creato un clima di complicità […] nello spogliatoio ogni straniero si cambia accanto a due francesi, per prevenire i clan” racconta Parisse e, forse, questa tecnica potrebbe venir suggerita anche a chi sostituirà Brunel in azzurro, vero?

A proposito del futuro coach dell’Italia Sergio non si sbilancia. “Galthié umanamente è un po’ particolare, ma tecnicamente non si discute. O’Shea non lo conosco di persona, ma con gli Harlequins ha fatto molto bene” sentenzia il capitano.