Eccellenza: Gavazzi e quell’assenza che fa rumore

Non si placano le polemiche dopo la decisione del presidente Fir di non presenziare alla finale del campionato italiano. Ma nel 2011…

Sarà a Rovigo per un incontro istituzionale, ma difficilmente sarà al Battaglini per vedere la finale tra il Rovigo e il Calvisano. Lo ha annunciato alla presentazione della finale a Milano, come avevamo scritto qui, e le parole di Alfredo Gavazzi hanno scatenato una nuova polemica.

Perché, al di là di aver gettato nuova benzina sul fuoco, la decisione di Gavazzi è istituzionalmente inaccettabile. Far passare il Battaglini per un covo di estremisti o violenti (Gazzetta di Brescia docet), o comunque non accettare la possibile contestazione, non è certo il modo migliore per arrivare all’atto finale del massimo campionato italiano di rugby. Non consegnare la coppa ai futuri campioni d’Italia, poi, è un gesto irrispettoso e istituzionalmente deprecabile, soprattutto se i premiati dovessero essere gli avversari della “sua” squadra.

L’assenza, se confermata, di Alfredo Gavazzi, sarebbe inoltre una prima volta triste, che mostra lo scollamento tra chi comanda il rugby italiano e il movimento. Ricordiamo un precedente esemplare: nel 2011 la finale fu un derby veneto tra il Rovigo e il Petrarca Padova, palcoscenico sempre il Battaglini. Presidente federale era Giancarlo Dondi, uomo non proprio amato a quelle latitudini e il rischio di fischi e di contestazioni era reale. Ebbene, il presidente Dondi ottemperò ai suoi doveri istituzionali, fu presente a Rovigo, accettò le contestazioni e, alla fine, premiò la squadra vincitrice. Come un presidente federale deve fare.