‘Ndrangheta, Crotone: 9 arresti cosche Papaniciari e Vrenna

Gli agenti della squadra mobile di Crotone e gli uomini dello Sco stanno eseguendo in queste ore nove ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Dda, nei confronti di presunti affiliati alle cosche dei cosiddetti Papaniciari e Vrenna-Corigliano-Bonaventura, egemoni nel crotonese. Le accuse sono di associazione mafiosa, detenzione illegale di

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Gli agenti della squadra mobile di Crotone e gli uomini dello Sco stanno eseguendo in queste ore nove ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Dda, nei confronti di presunti affiliati alle cosche dei cosiddetti Papaniciari e Vrenna-Corigliano-Bonaventura, egemoni nel crotonese.

Le accuse sono di associazione mafiosa, detenzione illegale di arsenali di armi da fuoco, estorsioni e danneggiamenti nei confronti di imprenditori, traffico di sostanze stupefacenti. L’operazione è la prosecuzione delle due azioni di polizia “Eracles” e “Perseus”.

Il provvedimento odierno arriva a seguito della richiesta inoltrata dalla Dda di Catanzaro nel corso del processo a carico di 93 indagati che si sta svolgendo con il rito abbreviato.

Tra i destinatari dell’ordinanza che si trovano già in carcere Pantaleone Russelli (in foto), 37 anni, ritenuto a capo dei Papaniciari, Domenico Elia, 24 anni, Domenico Pace (33), Vincenzo Frandina (35) e Rocco Aracri (26) considerato il custode delle armi della cosca e di oltre un chilo di materiale esplosivo con cui venivano confezionate le “pipe bomb”.

Russelli sarebbe a capo del clan di Papanice, frazione di Crotone, che si era schierato contro i Megna nella cosiddetta faida dei Papaniciari. I mutamenti dei rapporti di forza nel capoluogo erano stati colti a partire dal 2008, come si legge qui:

Nel capoluogo, secondo la Commissione parlamentare, la situazione appariva “stabile” con il predominio incontrastato della cosca dei Vrenna-Ciampa-Bonaventura, mentre nella frazione Papanice – dove si sono verificati gli ultimi episodi di cronaca nei mesi scorsi con la faida che prende il nome dalla frazione crotonese Papanice – la cosca Megna è distinta in due frazioni, una facente capo a Luca Megna ed un’altra a Pantaleone Russelli. Il punto di maggiore instabilità l’Antimafia lo ha individuato però ad Isola Capo Rizzuto, con il contrasto tra gli Arena (storica famiglia di predominio mafioso) ed i Nicoscia, alleati del clan Grande Aracri di Cutro. Quest’ultima famiglia è una delle più potenti del crotonese, con ramificazioni in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e in Germania.

Le cosche di Cutro, Isola Capo Rizzuto e Papanice sono state recentemente al centro di una sanguinaria faida che non ha risparmiato neanche donne e bambini. La sera della vigilia di Pasqua 2008 nella frazione Papanice di Crotone fu ucciso in un agguato Luca Megna mentre rimase gravemente ferita la figlia di cinque anni. Tre giorni dopo fu ucciso Giuseppe Cavallo, componente del gruppo dei ‘papaniciarì (abitanti cioé di Papanice) che si contrappongono a quelli di Megna. Nei giorni successivi vi furono una serie di omicidi compiuti tra Crotone e Isola Capo Rizzuto. La faida rientra nell’ambito di una guerra per il controllo del territorio e delle attività illecite che da anni vede contrapporsi le famiglie dei Grande Aracri-Nicoscia-Capicchiano e Russelli contro i Dragone-Trapasso-Arena e Megna. A luglio scorso gli agenti della polizia di Stato hanno arrestato Pantaleone Russelli che fu rintracciato ad Imola (Bologna). L’uomo, che è indagato per l’omicidio di Luca Megna, fu trovato con una frattura alla gamba che è compatibile con la dinamica del delitto ricostruita dagli investigatori.

Dell’ omicidio di Luca Megna e delle successive indagini potete leggere qui.

Via | Il Quotidiano della Calabria

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