Roma: pestaggio in via della Magliana, pronti gli identikit degli aggressori

Continuano le ricerche dei cinque ragazzi che lunedì sera, in via della Magliana a Roma, hanno massacrato di botte il barista 63enne Ennio Casale, ancora in coma all’ospedale San Camillo.Mentre è sempre più probabile l’ipotesi di una rapina finita male – gli aggressori hanno rubato la borsa dell’uomo – gli inquirenti fanno sapere che gli


Continuano le ricerche dei cinque ragazzi che lunedì sera, in via della Magliana a Roma, hanno massacrato di botte il barista 63enne Ennio Casale, ancora in coma all’ospedale San Camillo.

Mentre è sempre più probabile l’ipotesi di una rapina finita male – gli aggressori hanno rubato la borsa dell’uomo – gli inquirenti fanno sapere che gli identikit sono pronti.

Fondamentale è stata la collaborazione dei due camionisti che hanno interrotto il pestaggio e prestato i primi soccorsi a Casale.

Il problema, però, è che sono in molti a corrispondere all’identikit ricostruito e, come confermano i sindacati di polizia, “c’è un problema di risorse, di carenza di uomini e mezzi“.

L’unica speranza di restringere le ricerche è rappresentata dalla vittima: se Casale si rimetterà, la sua descrizione degli aggressori potrebbe essere fondamentale.

Nel frattempo amici e conoscenti hanno manifestato il loro disgusto e la loro rabbia per quanto accaduto. Uno su tutti, Franco, titolare del bar in cui Casale lavorava dallo scorso febbraio, l’Antico caffé Santamaria davanti alla basilica di Santa Maria Maggiore:

Si sono accaniti contro un uomo coi capelli bianchi, che non avrebbe mai risposto ad alcuna provocazione. Gli hanno fatto una porcata, vittima di ragazzacci cocainomani ma se li becchiamo gli facciamo capire cosa significa essere pestati in sei.

Via | Il Tempo

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