Agguato ad Altamura: nuovi dettagli sull’omicidio del boss Bartolomeo D’Ambrosio

Sono stati diffusi nuovi dettagli sull’omicidio del 44enne Bartolomeo D’Ambrosio, boss di Altamura crivellato di colpi nel parco dell’Alta Murgia.Trentasette colpi in tutto, sparati da due pistole e un fucile: tre persone, quindi, che hanno atteso D’Ambrosio in aperta campagna ed hanno agito quando erano sicuri di non essere visti da occhi indiscreti.Il boss, che


Sono stati diffusi nuovi dettagli sull’omicidio del 44enne Bartolomeo D’Ambrosio, boss di Altamura crivellato di colpi nel parco dell’Alta Murgia.

Trentasette colpi in tutto, sparati da due pistole e un fucile: tre persone, quindi, che hanno atteso D’Ambrosio in aperta campagna ed hanno agito quando erano sicuri di non essere visti da occhi indiscreti.

Il boss, che era uscito per fare footing, ha cercato di scappare, ma dopo 200 metri gli assassini hanno avuto la meglio.

I tre, non ancora identificati, sono fuggiti senza lasciare tracce. Ma gli inquirenti non hanno dubbi: si tratta in un vero e proprio agguato di stampo mafioso.

A questo proposito è stata diffusa una relazione della Direzione investigativa antimafia stilata nel 2008, nella quale si parla proprio di D’Ambrosio e del suo ruolo di boss. Si legge sul Quotidiano Di Puglia:

Droga, estorsioni e usura: questi i settori del business della criminalità organizzata altamurana secondo la Dia. Esperto di arti marziali, per le quali ha disputato anche gare internazionali e vinto premi […] Quando aveva solo 22 anni fu coinvolto nel tentativo di omicidio – compiuto il 25 ottobre 1988 in Basilicata – dell’ex senatore democristiano Decio Scardaccione, all’epoca presidente dell’Ente lucano di sviluppo agricolo (Esab). Per il tentativo di omicidio, D’Ambrosio venne condannato 14 anni dopo, nel 2002, a otto anni e sei mesi di reclusione. La posizione di D’Ambrosio fu separata dal resto del procedimento nel 1997: il precedente giudizio di primo grado (conclusosi con la condanna di D’Ambrosio a quattro anni e dieci mesi di reclusione) era stato dichiarato nullo. L’uomo è stato poi coinvolto in alcune operazioni antimafia tra la fine degli anni Novanta e gli inizi degli anni 2000. In questo ambito è stato a giudizio nei primi anni 2000 con altre 43 persone accusate di aver preso parte ad un’associazione mafiosa della Murgia barese, ma venne assolto.

Non solo: il 25 marzo scorso, sempre ad Altamura, fu registrato un altro agguato mafioso. Il pluripregiudicato Rocco Lagonigro, 31 anni, e il suo braccio destro Vincenzo Ciccimarra, 38 anni, furono uccisi a colpi di pistola in pieno centro.

Anche in quell’occasione i killer erano più di due.

Al momento gli inquirenti sono portati e pensare che questi due agguati siano in qualche modo collegati, ma non si stanno escludendo anche altre piste.

Via | La Gazzetta Del Mezzogiorno