Pollica, omicidio sindaco Angelo Vassallo: pista camorra

Sono tre le piste che gli investigatori starebbero seguendo per venire a capo dell’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, freddato due notti fa a pochi metri dalla sua abitazione con sette colpi di pistola calibro 9X21. Il sindaco ecologista era “uno che non le mandava a dire” ha detto ieri il pm Alfredo Greco.

di remar


Sono tre le piste che gli investigatori starebbero seguendo per venire a capo dell’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, freddato due notti fa a pochi metri dalla sua abitazione con sette colpi di pistola calibro 9X21. Il sindaco ecologista era “uno che non le mandava a dire” ha detto ieri il pm Alfredo Greco. Certo “non era tipo da lasciarsi intimidire”.

Tre piste. Gli investigatori non vogliono tralasciare nulla. Ad esempio il fatto che Vassallo fosse conosciuto anche come un sindaco che si era opposto personalmente allo spaccio di droga. Su Sky si legge che in paese tutti conoscevano “le sue irruzioni in alcuni locali”. “Era capace di prendere a schiaffi i ragazzi e lo diceva chiaro e tondo: qui non si spaccia”.

La seconda ipotesi investigativa guarderebbe al mondo della ristorazione in cui i due figli di Vassallo da un paio di anni lavorano. L’ultima pista, quella che pare la più accreditata, riporta le indagini all’attività amministrativa del sindaco. “Un sindaco capace – dice il pm di Vallo della Lucania Alfredo Greco – che aveva anche una visione di ampio respiro. Del resto quel che ha fatto per il paese è ben chiaro”.


Il risanamento ambientale così ostinatamente voluto e attuato da Vassallo, che aveva fatto di Pollica una delle perle del Cilento, ha incrociato interessi opposti? Prima di apporre i sigilli giudiziari nell’ufficio del primo cittadino i carabinieri hanno prelevato carteggi che saranno esaminati nei prossimi giorni.

Il sindaco due giorni fa, prima di rientrare a casa, aveva passato la giornata con amici e altri amministratori locali per discutere di cosa non non andava. Vassallo, scrive la Città di Salerno, era “preoccupato per la carenza del presidio sanitario, e voleva lanciare una delle sue ormai note battaglie.”

Si è poi diretto verso casa, dalla moglie e dai figli. Ma al culmine di quella ripida stradina in localitá Cerza Longa, Vassallo ha trovato ad attenderlo il suo sicario.Gli inquirenti (le indagini sono portate avanti dai Carabinieri del comando provinciale di Salerno, coordinati dalla Procura di Vallo e dalla direzione antimafia) e il medico legale fissano l’ora del delitto intorno alle 21.30 di domenica. Quello non è il percorso solito che fa per rientrare a casa, anche se nell’ultimo periodo aveva preferito spesso percorrere quella strada alternativa rimessa a nuovo da pochi mesi. Con ogni probabilitá il suo assassino l’aveva seguito, o conosceva bene i suoi spostamenti. Il barbaro omicidio dura pochi istanti.

L’Audi di Vassallo è pronta a imboccare una delle ultime curve prima del cancello di casa. Il freno a mano tirato, probabilmente per la manovra in salita, o perché dinnanzi ha trovato un ostacolo. (…) Solo quattro ore dopo, intorno all’1.30, due coniugi che transitano per la stradina di collina, notano l’auto ai bordi della carreggiata. Riconoscono subito il sindaco, ma pensano a un malore. Così avvertono la guardia medica. Solo allora si capirá che è stato crivellato di colpi.

La ferocia dell’agguato fa pensare a un delitto deciso altrove (il procuratore di Vallo della Lucania, Giancarlo Grippo, stima la matrice camorristica “al 50 per cento”), ma gli inquirenti lavorano a tutto campo: sotto il microscopio ci sono i documenti e il pc del sindaco, alla ricerca – anche nella vita privata o negli atti amministrativi del Comune – di possibili moventi che possano aver determinato l’odio del sicario.

Oggi in Procura dovrebbero essere ascoltati amici e parenti ai quali il sindaco avrebbe confidato recentemente le sue preoccupazioni. Intanto questa sera una fiaccolata attraverserà Pollica.

Foto | la Città di Salerno