Sulla copertina di Libération dopo il papa dimissiona anche Dio

L’edizione del 13 febbraio del popolare quotidiano generalista d’oltralpe mette in copertina un’affermazione ironica e dissacrante.

di sara

Una copertina che sfrutta tutte le armi possibili in questo 13 febbraio post-annuncio di dimissioni papali-shock e nel giorno successivo al passaggio dell’iter legislativo riguardante il progetto sui matrimoni per tutti al Senato francese, dopo alcune settimane indiavolate da polemiche e discussioni di ogni sorta. Ecco la scelta ironico-dissacrante di Libération, che prosegue sulla sua linea critica e approfitta del clima di questi giorni per tirar fuori una bella stilettata alle religioni in genere e alla Chiesa Cattolica in particolare. Le accusate si sarebbero infatti macchiate di ingerenza, cercando di aumentare sempre di più la loro influenza sulla politica.
E se le “truppe” della chiesa non cessano di diminuire, facendo temere una seria crisi di vocazioni, e l’Islam fa sentire sempre più forte la sua voce (con 1,5 milioni di praticanti nella sola Francia), viene da chiedersi come sia possibile che la laicità dello Stato lasci il posto a tali intrusioni, ma la situazione, con tanto di interventi mediatici di turno, è ben radicata in un tessuto storico ancora altamente dipendente.

Papa poco mediatico, Benedetto XVI° ha indubbiamente realizzato un’uscita di grande effetto. Al di là del peso del cattolicesimo in Francia e in Europa, l’interesse suscitato dalle sue dimissioni potrebbe sorprendere, come sottolinea il sociologo Jean-Paul Willaime: Nelle società secolarizzate c’è effettivamente un paradosso. Anche se le grandi religioni sono in declino, lo stesso non accade per le figure spirituali come Madre Teresa, il Papa o…

Via | journal.liberation.fr

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