Elisa Claps: nuovi accertamenti sull’abito talare di don Mimì

Inizieranno lunedì prossimo, all’Università La Sapienza di Roma, gli accertamenti disposti dai magistrati salernitani sull’abito talare dell’ex parroco della chiesa della Santissima Trinità di Potenza dove nel marzo scorso è stato rinvenuto il corpo di Elisa Claps. Domenico Sabia, don Mimì, è morto nel 2008. La veste talare era stata acquisita il 20 luglio scorso

di remar

Inizieranno lunedì prossimo, all’Università La Sapienza di Roma, gli accertamenti disposti dai magistrati salernitani sull’abito talare dell’ex parroco della chiesa della Santissima Trinità di Potenza dove nel marzo scorso è stato rinvenuto il corpo di Elisa Claps. Domenico Sabia, don Mimì, è morto nel 2008.

La veste talare era stata acquisita il 20 luglio scorso dalla Squadra mobile di Potenza per confrontarne i bottoni con quello di colore rosso recuperato dal medico legale Francesco Introna nel sottotetto della chiesa, a poca distanza dal luogo dove è stato trovato il cadavere della studentessa potentina.

Gli accertamenti peritali si svolgeranno alla presenza delle parti, su disposizione del gip di Salerno. Della memoria del computer sequestrato dalla Squadra mobile potentina a Erice (Trapani) nell’abitazione dei genitori di Danilo Restivo, unico indagato per l’omicidio della ragazza, si sta invece occupando la polizia postale nella sede di via Tuscolana a Roma.

Scrive La Gazzetta del Mezzogiorno:

Su tale sequestro, i difensori di Restivo, Mario e Stefania Marinelli, hanno presentato richiesta di annullamento al Tribunale del Riesame di Salerno, che esaminerà il ricorso il prossimo 22 settembre. Due giorni dopo, il 24 settembre, Danilo Restivo, detenuto dallo scorso 18 maggio in un carcere inglese, comparirà davanti a una Corte del Regno Unito per rispondere dell’omicidio di Heather Barnett, una sarta uccisa il 12 novembre 2002. 

I principali elementi di accusa contro Restivo, per quest’ultimo delitto, sono la sua presenza nell’abitazione della donna (i due erano vicini di casa) pochi giorni prima dell’omicidio, la sparizione delle chiavi dell’alloggio della Barnett (che Restivo – secondo l’accusa – potrebbe aver sottratto proprio in occasione della sua visita) e le ciocche di capelli tagliate al cadavere (così come alla salma di Elisa Claps). Restivo – come risulta agli atti dell’inchiesta salernitana – aveva più volte in passato tagliato ciocche di capelli a donne e ragazze.

Via | La Gazzetta del Mezzogiorno

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