Incipit noir – Incubi

18 giugno Oggi è finito un amore. Guardo l’acqua che scorre sui vetri, penso a Lui. Insieme all’acqua passano migliaia di lucertole. Non mi fanno paura e comunque non riusciranno ad entrare. Prima mi sono avvicinata alla finestra, fissando i loro occhi lucenti, mentre l’acqua scorreva sui loro corpi. Ho guardato giù, verso i giardini.

18 giugno
Oggi è finito un amore. Guardo l’acqua che scorre sui vetri, penso a Lui. Insieme all’acqua passano migliaia di lucertole. Non mi fanno paura e comunque non riusciranno ad entrare. Prima mi sono avvicinata alla finestra, fissando i loro occhi lucenti, mentre l’acqua scorreva sui loro corpi. Ho guardato giù, verso i giardini. Il barbone che dorme sempre sulla grigia di aerazione della metropolitana era là seduto con la testa a ciondoloni. Aveva i capelli zuppi d’acqua e accanto a lui, appoggiata per terra, una busta di plastica bianca. Mi sono chiesta se gliel’avesse portata lo spazzino che ogni giorno gli dà qualcosa. Ma il pensiero è corso subito altrove, è tornato con lui, con il mio amore che è finito così, si è ritirato come un’onda, come acqua, senza lasciarmi niente.

Incubi – Alda Teodorani (Hacca). La fine di un amore raccontata in un diario di incubi, dove il malessere diventa un macabro e delirante scenario di orrori in città.