Arrivano le Europee, arriva il sudiciume elettorale

Ci sarebbe da chiedersi quanto possa valere, a fini elettorali, tappezzare i muri, le vetrine, i pali, le serrande col proprio capoccione invitando al voto. Tantissimo, a giudicare dalla quantità di facce sorridenti che si trova in giro di questi tempi. E troppi, secondo un calcolo facilissimo: sono 2700 gli spazi pubblicitari gestiti direttamente dal

di higgins


Ci sarebbe da chiedersi quanto possa valere, a fini elettorali, tappezzare i muri, le vetrine, i pali, le serrande col proprio capoccione invitando al voto. Tantissimo, a giudicare dalla quantità di facce sorridenti che si trova in giro di questi tempi.

E troppi, secondo un calcolo facilissimo: sono 2700 gli spazi pubblicitari gestiti direttamente dal Comune di Roma. E il 95 per cento, secondo Mario Staderini dei Radicali Italiani, è occupato abusivamente.

Nel municipio I, per esempio, su 100 spazi, solo quattro hanno la regolare autorizzazione del Campidoglio. Ce n’è per tutti i partiti. L’abusivismo comporta anche una perdita di soldi per il Comune. In che modo?

Foto | Flickr

L’affissione è curata dai servizi del Comune, cui vanno depositati i manifesti e pagati i diritti: 4,35 euro a spazio per dieci giorni. Il Campidoglio assegna le superfici disponibili e affigge i manifesti, che portano il marchio Spqr. La mancata repressione degli abusivi determina un ammanco di 35mila euro al mese. Ovvero 420mila euro annui.

Secondo Staderini, la situazione è peggiorata con la nuova giunta: “Ho presentato un atto di diffida nei confronti del sindaco Alemanno, dell’assessore al Commercio Bordoni, del capo dei vigili Giuliani e del Prefetto Giuseppe Pecoraro per compiere gli atti che la legge gli impone come sanzioni e rimozioni”. Il Comune sarebbe infatti tenuto a fare multe dai 250 ai 1.550 euro, ma non le fa. Una mano lava l’altra e tutte e due lavano li viso.