Il serial killer Gianfranco Stevanin vuole diventare frate

Gianfranco Stevanin, conosciuto come il serial killer delle prostitute, vuole farsi frate. Secondo quanto riportato dal quotidiano “Libero”  l’uomo, condannato all’ergastolo per aver ucciso e fatto a pezzi sei donne, vuole entrare nel Terzo Ordine di San Francesco, canonicamente autonomo all’interno dei francescani. Stevanin, al momento recluso nel carcere milanese di Opera, vorrebbe andare in

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Gianfranco Stevanin, conosciuto come il serial killer delle prostitute, vuole farsi frate. Secondo quanto riportato dal quotidiano “Libero”  l’uomo, condannato all’ergastolo per aver ucciso e fatto a pezzi sei donne, vuole entrare nel Terzo Ordine di San Francesco, canonicamente autonomo all’interno dei francescani.

Stevanin, al momento recluso nel carcere milanese di Opera, vorrebbe andare in convento e diventare un francescano laico: “sento il bisogno di seguire una strada nuova”, avrebbe detto. Il frate laico può portare avanti la vita pastorale, senza rinunciare ad avere una famiglia e dei figli. 



La giornalista di Libero Cristiana Lodi al riguardo ha anche intervistato il francescano padre Clemente Moriggi: “L’errore più grande sarebbe negare l’efferatezza dei crimini commessi. Il passato non si cancella. San Francesco non lo ammetterebbe. La Chiesa è molto prudente ma non trascura che Cristo può cambiare le cose e la personalità degli uomini. Gianfranco Stevanin ha commesso crimini gravi, ma è un uomo e perciò va aiutato a vivere. Però dobbiamo restare guardinghi e capire se questo avviene in modo sincero. E non per una questione di opportunità”.

Stevanin si legge su Libero “è il serial killer più pericoloso che abbia agito in Italia fra il 1989 e il 16 novembre 1994, quando viene arrestato al casello autostradale di Vicenza Ovest, per lo stupro di una giovane prostituta austriaca”.


Il serial killer di Terrazzo Veronese, che oggi ha 50 anni, è stato giudicato colpevole degli omicidi di sei ragazze avvenuti negli anni Novanta. Le indagini stabilirono che le donne erano state assassinate durante pratiche di sesso estremo, fatte a pezzi, avvolte nel cellophane e poi sepolte nel giardino di un casolare dei genitori di Stevanin, dove vennero ritrovate. Nel 1996 le prime ammissioni:

dopo dieci ore di interrogatorio, Gianfranco Stevanin, 35 anni, e’ crollato e ha ammesso: “Si’, quelle donne le ho fatte a pezzi io”. Il serial killer di Terrazzo ha confessato di avere massacrato i corpi di quattro giovani. E gli inquirenti non escludono che possa svelare altri delitti. Fino all’altro giorno, l’agricoltore aveva sempre negato di essere responsabile di quei macabri riti che sarebbero avvenuti nella sua abitazione, “la casa degli orrori”, nelle campagne della Bassa Veronese. Alla fine, dopo mesi di silenzio e di dinieghi, dopo i numerosi sopralluoghi nei suoi campi disseminati di cadaveri, ha ricostruito la mappa delle atrocita’ compiute nella sua abitazione. Il suo difensore ha confermato le raccapriccianti rivelazioni del suo assistito (archivio La Stampa).

Per i periti Stevanin può essere rinviato a giudizio. Dagli archivi del Corriere:

Quando uccise, fece a pezzi e seppelli’ i resti delle sue vittime era capace di intendere e di volere. E lo e’ ancora oggi. Gianfranco Stevanin, il maniaco accusato dell’ omicidio e dell’ occultamento dei cadaveri di almeno cinque donne, puo’ quindi essere rinviato a giudizio. E’ l’ ultimo capitolo degli orrori di Terrazzo, il paese della Bassa Veronese dove sotto i panni di un insospettabile agricoltore si celava un serial killer che aveva fatto del proprio casolare un museo di macabri trofei e una raccolta di centinaia di foto che ritraevano le vittime durante audaci rapporti sessuali e prima che morissero. Ieri mattina i periti nominati dal pubblico ministero Maria Grazia Omboni e dal giudice per le indagini preliminari Carmine Pagliuca hanno fornito allo stesso Gip l’ esito delle loro perizie: Stevanin e’ sano di mente; anzi, in lui emergerebbe il desiderio di raffigurare gli episodi di violenza che ha vissuto in modo meno mostruoso di quanto siano stati in realta’ . In piu’ , Stevanin sembra avvertire in se’ la necessita’ , ai fini processuali, di dimostrarsi non del tutto capace di intendere e di volere. Elementi, sempre secondo i periti, che differenziano la figura e la psiche del maniaco veronese da quelle dei piu’ famosi serial killer internazionali. Stevanin, per i periti, sarebbe piuttosto un “serial killer di provincia”.

Condannato in primo grado all’ergastolo nel 1998, l’anno dopo Stevanin viene assolto dalla Corte d’assise d’appello di Venezia dall’accusa di omicidio perché ritenuto incapace di intendere e di volere e condannato a 10 anni e sei mesi per occultamento e villipendio di cadavere, come si legge in questo pezzo dell’epoca di Repubblica:

Per il calcolo complessivo della pena, il magistrato ha chiesto il massimo previsto dal reato di vilipendio di cadavere, sette anni, per l’episodio più grave, più quattro per altrettanti episodi legati agli omicidi contestati per i quali non è punibile. Infine, due anni di reclusione per l’episodio di tentata violenza sessuale (…). Il pg ha “scontato” invece a Stevanin l’accusa di omicidio nei confronti di una donna di cui rimangono alcune fotografie che la ritraggono con lesioni conseguenti alla pratica di “sesso estremo”. A detta di Nepi, non si può presumere che la donna ritratta fosse priva di vita. Il Pg ha comunque tratteggiato la figura di Stevanin come quella di “un bellimbusto imbevuto di cultura pornografica”, che fece del proprio podere “un turpe scannatoio”, e che “non meriterebbe nessuna misericordia al di fuori di quella che gli è consentita dalla legge”.

La sentenza definitiva arriva il 23 marzo 2001 quando la Corte d’Appello di Venezia dichiara che Gianfranco Stevanin è in grado di intendere e di volere, confermando l’ergastolo e rigettando così le istanze della difesa che dal primo grado aveva puntato tutto sull’incidente in moto che Stevanin fece da giovane, e che quasi gli costò la vita, per argomentare la sua presunta incapacità. La condanna sarà poi confermata anche dalla Cassazione. Da RaiNews24, anno 2002:

Rimarrà nel carcere di Sulmona Gianfranco Stevanin, il serial killer di Terrazzo, nel Veronese, condannato all’ergastolo per l’uccisione e l’occultamento dei cadaveri di cinque donne. Lo ha deciso la corte di cassazione che ha confermato la sentenza della corte d’appello.In sostanza la corte ha respinto la tesi dei difensori, secondo i quali Stevanin non riesce a relazionarsi con gli altri e andrebbe curato in una struttura psichiatrica protetta.Secondo i giudici, invece, è affetto sì da un problema psichiatrico, ma non così grave da giustificare gli omicidi.La vicenda di Stevanin iniziò nel 1994 quando l’uomo fu fermato per aver minacciato con una pistola una prostituta. Durante una perquisizione nella sua casa, diventata poi famosa come la “casa degli orrori”, gli inquirenti trovarono diverso materiale pornografico e carte d’identità appartenenti a donne scomparse.

Foto | ApCom

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