UK: concluse le indagini sulla morte di Raoul Thomas Moat. Non sono stati gli agenti ad ucciderlo

Sono passate diverse settimane dall’epilogo della vicenda di Raoul Thomas Moat, il buttafuori 37enne rimasto in fuga per 7 giorni dopo aver ferito l’ex fidanzata ed ucciso il nuovo compagno di quest’ultima.Moat, uscito di prigione qualche giorno prima, aveva sete di vendetta e tutti quelli che avevano dei conti in sospeso con lui erano stati


Sono passate diverse settimane dall’epilogo della vicenda di Raoul Thomas Moat, il buttafuori 37enne rimasto in fuga per 7 giorni dopo aver ferito l’ex fidanzata ed ucciso il nuovo compagno di quest’ultima.

Moat, uscito di prigione qualche giorno prima, aveva sete di vendetta e tutti quelli che avevano dei conti in sospeso con lui erano stati allertati e messi sotto protezione.

L’intera vicenda si concluse il 9 luglio scorso nei boschi del Northumberland: dopo sei ore di trattative con gli agenti Moat si è sparato un colpo in testa ed è morto poco dopo essere stato portato in ospedale.

Gli agenti, però, lo colpirono ben due volte con il taser: e se fossero state le scariche elettriche a far partire il colpo accidentale dal fucile di Moat?

Ora la tempistica è stata chiarita: gli agenti hanno agito pochi secondi dopo il colpo di fucile. In sintesi, Moat si è sparato in testa e, nello stesso momento, gli agenti lo hanno colpito con i taser.

Via | The Sun