Ospedali fuori dal Gra, metrò leggeri di superfice, Biennale d’archeologia – Ecco come la commissione Marzano pensa alla Roma del futuro

Metrò leggeri di superfice, ospedali fuori dal Gra con i soli pronto socorso nelle zone centrali. Ed ancora: più telecamere per la sicurezza, la creazione di un’unica area archeologica con la realizzazione di collegamenti tra la zona dei Fori e l’Appia, una biennale d’archeologia e la valorizzazione del Tevere. Vi ricordate la commissione Marzano sul

Metrò leggeri di superfice, ospedali fuori dal Gra con i soli pronto socorso nelle zone centrali. Ed ancora: più telecamere per la sicurezza, la creazione di un’unica area archeologica con la realizzazione di collegamenti tra la zona dei Fori e l’Appia, una biennale d’archeologia e la valorizzazione del Tevere. Vi ricordate la commissione Marzano sul futuro di Roma? La già nota commissione Amato, per il nome del suo primo presidente, o commissione Attali De’Noantri, a sette mesi dal suo insediamento sembra aver prodotto i primi risultati: ha disegnato sulla carta una serie di interventi per sviluppare la Capitale del futuro, quella che i cittadini vedranno tra 20 anni non prima del 2030.

E allora vediamo quali sono i principali interventi (su 139 proposte) che la commissione ha suggerito al Campidoglio (perchè di questo si tratta: un ventaglio di ipotesi sul futuro sulle quali il comune potrà decidere se procedere o meno). Punti forte del piano di sviluppo della Roma futura sono lo spostamento delle strutture ospedaliere lungo il Gra ed il parallelo rafforzamento dei punti di Primo Soccorso con Dea di II e I livello in centro e nelle zone semicentrali. Sui trasporti il piano prevede, oltre al rafforzamento delle metro esistenti e già in previsione (linea C, B1 e D) la realizzazione di metropolitane automatiche di superficie e la costruzione di nuove fermate della metro esistente.

Ed ancora. La commissione Marzano ha disegnato la nascita di un grande ed unico parco archeologico dai Fori all’Appia con collegamenti pedonali e ciclabili, l’indicazione della Capitale come sede di una Biennale di Archeologia, lo sviluppo di Cinecittà, il risanamento del Tevere con il recupero degli argini, l’estensione dei tratti navigabili e la ricostruzione del Porto di Ripetta, la costruzione di isole artificiali ad Ostia (!?), più telecamere ed un sistema integrato per la sicurezza, tre nuovi campus universitari e la creazione del Poli dello spettacolo, dell’ingegneria e della moda industriale. Un bilancio del lavoro? Mentre Sarkozy disegna per la Parigi del 2030 metro veloci circolari aperte 24 ore su 24, milioni di alberi per creare boschi citadini e grattacieli e musei nelle periferie qui la visione è positiva ma un po’ più di basso profilo. Buona l’idea di spostare ed ammodernare gli ospedali fuori dal Gra. Banale e già vista quella delle metro leggeri (vanno bene ma sarebbero più utili quelle sotterranee). Utili ma già noti i progetti di sfruttare il Tevere, migliorare e rilanciare gli studios di Cinecittà e creare nuovi campus universitari. Seguono commenti politici. Qui invece i progetti in corso di realizzazione per la Roma del 2016.

“L’esito del lavoro della commissione Marzano è deludente- ha detto ad esempio- Roberto Morassut, segretario del Pd Lazio- Dopo 7 mesi di lavoro viene presentato un documento che, nelle parole d’ordine, ricalca molte delle linee strategiche del centrosinistra dal 1993 al 2008. Se Alemanno sperava di avere da questo documento quelle idee di ampio respiro che gli sono mancate in questo primo anno resta a mani vuote. Il documento è un copiato di titoli mutuati dall’esperienza di Rutelli e di Veltroni e una somma e un elenco di cose compilate stancamente”.

“Il modello Roma del recente passato era un modello sballato, senza futuro, tutta immagine e poca concretezza. Per questo è fallito- ha dichiarato invece Dario Rossin, capogruppo Pdl in Consiglio comunale- La Commissione Marzano, invece, propone una Capitale dal respiro più ampio, con vocazione da metropoli, quale deve essere la nostra città”.

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