Rugby & doping: Francia, medico accusa “Cocaina per allenarsi meglio”

Arriva ancora una volta dalla Francia un attacco alla palla ovale e al consumo di sostanze illegali.

La cocaina non solo come droga ricreativa, ma utilizzata per migliorare le prestazioni. Non in gara, ma in allenamento. L’accusa è di Jean Pierre de Mondenard, medico sportivo specializzato proprio nell’antidoping, e punta il dito sul rugby.

In verità, tutto nasce da un’autobiografia di Amaury Leveaux, nuotatore e campione olimpionico a Londra 2012, dove l’atleta confessa che negli spogliatoi del nuoto gira la cocaina che “stimola il sistema nervoso centrale, toglie la fame, non ti fa sentire stanco, e ti permette di lottare contro la difficoltà dello sforzo”. Insomma, è perfetto per chi deve allenarsi duramente prima di una gara.

Una confessione che trova una sponda, come detto, nel dottor de Mondenard, che punta il dito sul rugby. “Nel rugby sappiamo che i giocatori usano cocaina durante la settimana per svolgere meglio gli allenamenti con i pesi e per allenarsi più intensamente – dice de Mondenard sulle pagine de Le Figaro –. Il giorno della partita, poi, risultano negativi perché hanno smesso di drogarsi 48 o 72 ore prima, cioè il tempo necessario affinché la cocaina non visibile nel sangue. Ma il carico di lavoro in allenamento consente loro di essere più competitivi in partita”.


I Video di Blogo.it