Italian Genius Now. Back to Rome al Macro Future

Se vi stuzzica l’idea di imbattervi nell’amata Vespa GS 150 realizzata per la Piaggio nel 1955 da Corradino D’Ascanio vicina ad un’interpretazione pop della mitica Fiat 500 e separata da una distesa di puntine giganti dallo scooter MP3 disegnato del giovane designer Marco Lambri, se siete curiosi di vedere da vicino una serie impressionante di

di cuttv


Se vi stuzzica l’idea di imbattervi nell’amata Vespa GS 150 realizzata per la Piaggio nel 1955 da Corradino D’Ascanio vicina ad un’interpretazione pop della mitica Fiat 500 e separata da una distesa di puntine giganti dallo scooter MP3 disegnato del giovane designer Marco Lambri, se siete curiosi di vedere da vicino una serie impressionante di opere artistiche che hanno influenzato e cambiato l’immaginario condiviso di tanta cultura ed estetica nonché del “Made in Italy”, vi consiglio di fare un salto al Macro Future di Roma e avventurarvi nella mostra Italian Genius Now. Back to Rome, prorogata fino al 17 maggio.

Attivando un dialogo suggestivo tra diversi linguaggi e mezzi espressivi che rispecchia anche l’evoluzione creativa e spesso non lineare di tanto Made in Italy, l’esposizione non segue un percorso spazio temporale quanto una serie di accostamenti audaci che tracciano il percorso artistico italiano come una serie di ‘quadri-intallazione’ allestiti negli spazi romani dell’ex mattatoio di Testaccio.

Aggirandovi tra i numerosi ed eclettici stimoli creativi messi in campo da Italian Genius Now. Back to Rome, vi troverete faccia a faccia con i quadri specchianti di Michelangelo Pistoletto, lo stile ludico degli utensili da cucina di Stefano Giovannoni per Alessi, le opere d’arte da passeggio di un visionario della calzatura come Salvatore Ferravamo, le sperimentazioni cromatiche e stilistiche di Ettore Sottsass e del Maestro ceramista Aldo Londi per Bitossi, la poesia visiva o concreta di Nanni Balestrini, il linguaggio Neo Pop, ironico e Tropical Decò degli elementi d’arredo della linea Miami Swing disegnata da Alida Cappellini e Giovanni Licheri avendo come musa l’eclettico e sempreverde Renzo Arbore.

… e ancora le opere di Carla Accardi, Aurelio Amendola, Archizoom, Marco Bagnoli, Lorenzo Banci, Roberto Barni, Carlo Bartoli, Massimo Barzagli, Vanessa Beecroft, Luca Bertolo, Umberto Buscioni, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Giorgio Ceretti, Pietro Derossi, Riccardo Rosso, Giuseppe Chiari, Fabrizio Corneli, Vittorio Corsini, Andrea Facco, Roberto Fallani, Carlo Fei, Isabella Gherardi, Piero Gilardi, Giulio Iacchetti, Emilio Isgrò, Marco Lambri, Ketty La Rocca, Aldo Londi, Arrigo Lora Totino, Lucia Marcucci, Amedeo Martegani, Andrea Martinelli, Alberto Meda, Alessandro Mendini, Sabrina Mezzaqui, Marcello Nizzoli, Luciano Ori, Paolo Parisi, Gaetano Pesce, Lamberto Pignotti, Alfredo Pirri, Sara Rossi, Mimmo Rotella, Gianni Ruffi, Maurizio Savini, Tobia Scarpa, Paolo Scheggi, Sissi, Superstudio, Gianluigi Toccafondo, UFO, Franco Vaccari, Massimo Vitali, Marco Zanuso, Gilberto Zorio … e in escusiva per la sede romana di questa mostra che è già stata a Hanoi, Singapore, Seul, Tokio, Taipei e New Delhi e ora torna Roma, anche alcune opere della Collezione del Centro Pecci tra cui il grande lavoro di Mario Merz, La spirale appare del 1990 e l’importante opera di Enzo Cucchi, Senza titolo (La montagna) del 1989.

Il senso di spaesamento iniziale viene ricompensato dalla ricchezza di stimoli di mezzo secolo di arte e design italiano che questa rassegna offre, grazie all’impegno del curatore Marco Bazzini, del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, che l’ha realizzata in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e una lista sostanziosa di enti e aziende che hanno sostenuto il patrocinio.

Inutile dirvi di più su qualcosa che merita di essere visto, apprezzato e riconosciuto da quella sensibilità unica e personale, fatta di esperienze, interessi e passioni che ci distinguono l’uno dall’altro e questo genere di esposizioni va a stuzzicare.

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