Affari italiani: Gavazzi “Italia, voglio giocatori, non pensionati”

A Milano il presidente federale ha risposto alle domande dei giornalisti, parlando del futuro ct, delle franchigie, del movimento e della cancellazione dei gettoni di presenza per gli azzurri. Ma non per Brunel…

Abituale appuntamento post-6 Nazioni tra il presidente della Fir Alfredo Gavazzi e la stampa di settore, al ristorante Alice a Milano, all’interno di Eataly. Un pranzo di lavoro che questa volta si è trasformato in un vero botta e risposta tra i giornalisti e il numero 1 del rugby italiano. Che, così, ha toccato tanti temi.

Il futuro ct dell’Italia
La Federazione sta parlando con diversi allenatori per il dopo 6 Nazioni 2016, quindi non c’è la volontà di anticipare i tempi e Brunel resterà anche dopo i Mondiali. O’Shea (che ieri ha rifiutato la panchina azzurra, ndr.) era uno dei nomi, ma la mia prima scelta sarebbe Wayne Smith. Chi sarà? Lo decideremo prima dell’estate, ma non diremo nulla fino all’addio di Brunel.

Cercate un allenatore o un director of rugby?
Tra i tecnici sentiti ci sono entrambi i profili. Io preferirei un manager, che con noi sceglierà una persona (anch’essa straniera, ndr.) che sarà responsabile del settore juniores e allenatori. Galthié? Uomo di campo. Smith? Manager. Noi, comunque, siamo creativi come i francesi, ma forse ci serve un tecnico con il rigore britannico.

L’ultimo Sei Nazioni è stato un fallimento?
Capisco che voi volete tutto e subito, ma io sto investendo sul settore giovanile, i risultati li vedremo tra qualche anno. Siamo ‘solo’ da 15 anni nel Sei Nazioni. In ogni caso, nella mia gestione (2013-15) mediamente abbiamo chiuso al 5° posto, con il mio predecessore (2000-2012) la media era del 5,6 posto.
(in verità, nel 2013 Gavazzi disse che quella non era ancora la sua Italia – era al comando da pochi mesi -, che non ne avrebbe preso né i meriti né i demeriti e gli azzurri chiusero 4°. Nell’ultimo biennio, dunque, la sua media è di 5,5…)

Ma si può essere ottimisti per i Mondiali?
Io lo sono di natura. Ma dico solo che la partita che più mi ha fatto rabbia è stata quella persa con la Francia. L’abbiamo buttata via noi. Per i Mondiali recupereremo gli infortunati e, comunque, io vado per vincere, non per partecipare.

Cosa cambiare per cambiare il trend?
Io voglio una squadra di rugbisti, non di pensionati. Per questo voglio eliminare l’attuale, e antiquato, gettone di presenza per gli azzurri e sostituirlo con dei premi partita. Non voglio pagare meno, ma voglio pagare i giocatori se producono un risultato. Non sono io a essere finito al 15° posto, ma loro. Si partirà dai Mondiali: niente gettone, ma premio qualificazione. Per ora è una proposta, ne sto parlando con il loro rappresentante, ma loro non sono d’accordo.

Ma le partite non le perdono solo i giocatori. Ci sarà una divisione stipendio/premio anche per il ct?
I giocatori vengono già pagati dalla Fir per 11 mesi quando giocano nelle franchigie, quindi questa domanda è sbagliata. I giocatori non devono ricevere un gettone per vestire l’azzurro, perché la Fir già li paga a Treviso e Zebre.
(Gavazzi, però, non ha spiegato né perché Brunel non debba avere anche lui uno sprone economico per vincere, né cosa avverrà per i giocatori che giocano all’estero e, dunque, non sono ‘pagati’ dalla Fir durante l’anno. E non ha risposto neppure quando gli è stato fatto notare che i giocatori sono sotto contratto e pagati da Treviso e Zebre, non dalla Fir, che dà soldi alle due società, non ai giocatori)

L’Under 18 ha vinto e convinto. Come sta il movimento juniores?
Il lavoro si vedrà tra qualche anno, quello che posso dire è che da un lato gli under 20 giocano troppo poco. Da agosto a gennaio organizzeremo un’amichevole al mese contro club d’Eccellenza o stranieri per dare loro minutaggio in vista del Sei Nazioni. E, poi, per chi esce dall’Accademia voglio alzare l’obbligo a restare in Italia a 3 anni, per evitare di formare giocatori che poi arricchiscono club esteri, come con Campagnaro.

E l’Eccellenza? Non sembra proprio in salute…
Non è vero, ci sono ben otto squadre che si equivalgono (in verità, guardando ai numeri, un 3+5, ndr.). Io credo che un campionato a 8 squadre farebbe crescere il livello, ma non ci sono i tempi tecnici. E tra un anno si vota…

La Fir dovrebbe investire di più sui campionati?
La Fir investe il 50% del bilancio sul movimento, dalla Pro 12 alle serie minori al femminile.

In Italia non si risolve il problema apertura. Nei Wasps gioca un ragazzo giovane che ha la mamma italiana…
Con Alex Lozowski (21 anni) abbiamo parlato, ce lo ha segnalato Masi. Gli abbiamo proposto di venire in Italia nelle franchigie e di giocare in azzurro. Ci ha detto che resterà almeno altri due anni ai Wasps, per l’azzurro aspettiamo una risposta. Sulle aperture, comunque, abbiamo lavorato e lavoriamo. Lo abbiamo fatto con Haimona, Padovani, volevamo farlo con Allan ma ha preferito Perpignan.

Muliaina è un acquisto valido, o era meglio puntare su un giovane?
Credo che Muliaina, al di là delle notizie degli ultimi giorni, sia anche un’operazione di marketing.

Le Zebre resteranno a Parma?
Lo sapremo tra una settimana, ma la speranza è che si radicano a Parma.

Un pensiero sulla Benetton, invece?
Sta costruendo una bella squadra per l’anno prossimo.


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