Bari, omicidio fotografo Mario Scanni: indagini sulle tracce ematiche

Una rapina finita male, l’atto di uno squilibrato, un litigio con un conoscente o altro ancora. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori che si stanno occupando dell’omicidio del fotografo barese Mario Scanni, ucciso domenica nel suo studio a Bari, ce ne sarebbe una considerata più probabile. Ma la fase d’indagine è delicata e le

di remar


Una rapina finita male, l’atto di uno squilibrato, un litigio con un conoscente o altro ancora. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori che si stanno occupando dell’omicidio del fotografo barese Mario Scanni, ucciso domenica nel suo studio a Bari, ce ne sarebbe una considerata più probabile.

Ma la fase d’indagine è delicata e le bocche sono cucite. “Le prove si trovano nelle prime 48 ore in genere, salvo colpi di fortuna”. “Questa indagine è intricata e potrebbe richiedere parecchie settimane. E una fuga di notizie potrebbe pregiudicarne il risultato” ha detto il procuratore aggiunto di Bari Pasquale Drago che ha aggiunto:

Possiamo lavorare su molte tracce, di sangue e biologiche, invisibili all’occhio umano ma rilevate con sostanze chimiche dalla Scientifica. Prima di fuggire, l’assassino non ha potuto cancellarle del tutto da pavimento e attrezzi. Anche se lavati, gli oggetti conservano sempre una traccia.

Ieri sul corpo dell’uomo è stata effettuata l’autopsia e nelle prossime ore saranno trasmessi in Procura i risultati, fondamentali per capire la dinamica dell’omicidio. E il movente? Da Il Corriere del Mezzogiorno:

Se riusciamo a ricostruirlo – dice Drago – diventa più facile risalire al resto. Non se ne esclude nessuno al momento. Nemmeno quello passionale, sul quale Drago oppone un «no comment». Di certo gli investigatori stanno scavando nella vita privata del fotografo, passando al setaccio frequentazioni e telefonate ricevute negli ultimi tempi al telefono fisso e mobile. L’uomo era vedovo da sette anni. E non si trovava in difficoltà economiche.

«ma è singolare — dice — che l’assassino non abbia portato via gli oggetti di valore presenti nello studio (macchine e altri attrezzi fotografici costosi). Ora dobbiamo capire se mancano dei soldi». I carabinieri del nucleo investigativo al comando del maggiore Riccardo Barbera, gli specialisti della sezione omicidi guidati dal capitano Raffaele Federico e i colleghi della compagnia Bari centro hanno riferito che nel locale era tutto in ordine e non mancava niente. Ma questo non è sufficiente a scartare l’ipotesi di una colluttazione dopo un litigio. Non ci sono testimoni, ma le urla potrebbero essere state attutite dal soffitto del seminterrato (adibito a camera oscura e magazzino) dove è stato trovato il corpo e dalla porta del negozio, se chiusa. Più probabile che Scanni, colpito alle spalle, sia caduto dalle scale nel seminterrato. L’arma del delitto? Per Drago «credo sia ancora nel locale».

Foto | Bari Live