Montagna: due vittime in Piemonte, scialpinista travolto da una valanga in Val Badia

Due escursionisti sono morti nel cuneese e nel biellese, mentre uno scialpinista è stato travolto da una valanga sul versante altoatesino del Piz Boè

In condizioni climatiche normali gennaio sarebbe uno dei mesi più sicuri per praticare l’escursionismo d’alta quota e lo scialpinismo, ma l’ondata di caldo e i forti venti che hanno attraversato il Nord Italia in questi giorni sono condizioni tutt’altro che normali, con dati numerici fuori dall’ordinario che, per esempio, hanno fatto della pianura cuneese il luogo più caldo d’Europa.

E proprio in provincia di Cuneo, precisamente ad Aisone, è morto un escursionista che è scivolato a causa dell’erba ghiacciata. A trovare il corpo è stato un gruppo di altri escursionisti che stavano salendo nella zona e ai quali i compagni della vittima avevano precedentemente chiesto se avessero visto il loro compagno di escursione. Una volta saliti più a monte gli escursionisti hanno trovato il corpo e hanno dato l’allarme: l’uomo era già morto e l’elisoccorso lo ha trasportato a valle.

Sempre in Piemonte, un altro uomo è precipitato percorrendo un sentiero che conduce verso la cima d’Asnas, nel Biellese. In questo caso sono stati i suoi compagni a dare l’allarme: la zona era battuta da raffiche di vento di oltre 100 km/h, questo fattore insieme alle temperature sopra la media di questi giorni potrebbe aver contribuito allo scivolamento della neve. I soccorsi hanno dovuto raggiungere il luogo dell’incidente, a circa 3000 metri, a piedi.

Uno scialpinista, travolto da una valanga sul versante altoatesino del Piz Boè, in Val Badia, è stato recuperato morto domenica pomeriggio. Un suo compagno è stato invece recuperato vivo e trasportato in elicottero all’ospedale di Brunico, mentre altri due scialpinisti sono riusciti schivare la valanga. Il gruppo, tutto di giovani della Valle, era bene equipaggiato. Il Piz Boè era battuto da raffiche di vento di 100 km/h e queste condizioni hanno impedito l’intervento dell’elisoccorso: i soccorritori hanno dovuto raggiungere il luogo della valanga, a circa 3000 metri, a piedi.

Via | Corriere