Frosinone: Mario Mingarelli trovato morto in una pozza di sangue. Forse overdose.

Morto nel suo ufficio, mezzo nudo in una pozza di sangue: a trovare Mario Mingarelli, 37enne promotore finanziario e titolare di agenzie tra Cassino, Frosinone e Roma, è stata sua moglie, che da circa due giorni non riusciva a contattarlo.La porta dell’ufficio era chiusa dall’interno e sul corpo dell’uomo non sono state rinvenute lesioni che


Morto nel suo ufficio, mezzo nudo in una pozza di sangue: a trovare Mario Mingarelli, 37enne promotore finanziario e titolare di agenzie tra Cassino, Frosinone e Roma, è stata sua moglie, che da circa due giorni non riusciva a contattarlo.

La porta dell’ufficio era chiusa dall’interno e sul corpo dell’uomo non sono state rinvenute lesioni che avrebbero potuto provocare la morte.

Sul luogo gli agenti hanno rinvenuto tracce di cocaina e a questo punto, in attesa di ulteriori esami, l’ipotesi più plausibile è che Mingarelli sia morto a causa di una forte emorragia interna dovuta ad overdose.

A fornire un quadro più preciso della situazione ci penserà l’autopsia, che sarà effettuata oggi.

Da Il Tempo:

Su questa morte ci sarebbero ancora alcuni lati oscuri, elementi che verranno esaminati maggiormente nei prossimi giorni. Gli investigatori, va detto, non hanno lasciato nulla di intentato. Nella giornata di oggi il magistrato dovrebbe dare l’autorizzazione all’esame autoptico. Soltanto attraverso l’autopsia si potrà risalire all’ora della morte e ad avere la certezza che a mettere fine ai giorni dell’agente finanziario sia stata proprio una dose tagliata male di cocaina. Ieri mattina subito dopo l’amara scoperta, la moglie, colta da malore, ha dovuto ricorrere alle cure ospedaliere. «Era una brava persona, raccontano gli amici. Lui non avrebbe mai fatto male neppure ad una mosca. Non meritava questa fine». Ma chi può aver fornito la sostanza stupefacente tagliata male? Indagini a tutto campo da parte degli investigatori per accertare se dietro a questa morte possa nascondersi lo spacciatore killer.

Via | Il Giornale