Sport & Diritto: sportivi lavoratori dipendenti? La sentenza Müller rivoluzionerà tutto?

Una sentenza in Germania, che riguarda un calciatore, potrebbe rivelarsi un terremoto su tutto lo sport. 20 anni dopo Bosman.

Una sentenza che colpisce il calcio tedesco come un cazzotto, ma che potrebbe essere uno tsunami che rivoluzionerà l’intero sport mondiale. Una sentenza di un tribunale al quale si è rivolto Heinz Müller, 36enne ex portiere del Mainz, dopo che il suo contratto era scaduto lo scorso giugno e il club aveva deciso di non rinnovarlo. Un fatto normale, che si vede ogni anno nel calcio, ma anche nel rugby e altrove, ma che è diventato un caso.

Perché ora è arrivata la sentenza e fa rumore. Come si legge sulla Gazzetta, infatti, il giudice del lavoro Ruth Lippa ha sentenziato che gli sportivi vanno considerati come tutti gli altri lavoratori, e hanno quindi diritto, dopo due anni di lavoro, a un contratto a tempo indeterminato. E, dunque, non è da considerarsi valida la scadenza del contratto e l’allontanamento di Müller (oggi al Bayern).

Una sentenza che, se confermata, creerebbe il caos nello sport professionistico. Come ha detto il presidente del Mainz, che ha annunciato che farà ricorso, “se ci dovessero dare torto il calcio subirebbe una svolta epocale. Le società dovrebbero pagare lo stipendio a decine e decine di giocatori fino alla pensione”. Cui ha aggiunto un bel carico anche l’avvocato del club: “Gli sportivi non sono in grado di offrire le stesse prestazioni lavorative per così tanti anni. Il giudice non ne ha tenuto conto. Questa sentenza non ha senso, anche perché non si può creare un precedente del genere”.

Il calcio trema, gli altri sport si chiedono se lo tsunami colpirà anche loro.